INTER/ Pazzini alla Rosea: «Garrone mi ha voluto cedere»
di: simone.v | in Inter | Tag: cassano, Inter, intervista, montolivo, pazzini, sampdoria
Assoluto protagonista del girone di ritorno. Se l’Inter è arrivata seconda, se ha conqustato l’accesso alla Champions, il merito è soprattutto suo. Giampaolo Pazzini, italiano nell’Inter: già è una notizia. Il fatto che abbia segnato tanto, però, lo ha consacrato come prima punta su cui puntare, anche in Nazionale, per il futuro.
L’attaccante di Pescia si è raccontato sulle colonne della Gazzetta dello Sport. Ha parlato di Cassano, Montolivo, Nagatomo. Ma anche di Sampdoria. Queste alcune delle sue parole:
CASSANO - «Antonio al Milan ha portato tanti punti importanti e comunque è grande e molto vaccinato: non ha bisogno che sia io a dirgli di tenere duro».
MONTOLIVO - «Se ha preso una certa decisione (non rinnovare con la Fiorentina, ndr) vuol dire che ha anche già deciso cosa fare da grande».
INTER - «Evidentemente i 19 gol dell’anno scorso non erano un caso. Ci sono stranieri di cui si parla molto di più, anche se hanno fatto peggio di me: ecco, essere riuscito, da italiano, a far cambiare certe opinioni per me è stato importante. Lo spogliatoio? Bravi ragazzi, non solo campioni: mi hanno semplificato molto il compito. Se avessi pensato: “Oddio, la concorrenza”, avrei pensato da uno che non è da grande squadra: ero solo contento di misurarmi con dei campioni. La cosa che mi ha impressionato di più di questa squadra, non solo quel giorno, è la coscienza che ha della sua forza. Oggi mi sento molto più sicuro e ancora più convinto dei miei mezzi, rispetto a cinque mesi fa».
NAGATOMO - «Appena arrivato Yuto mi faceva pesantemente arrabbiare. Gli dicevo: “Tu devi crossare di più, altrimenti io cosa ci faccio lì in mezzo all’area?”».
SAMPDORIA - «Vedere Angelo Palombo piangere così è stata una coltellata e quando penso che la Samp è retrocessa mi piange ancora il cuore. Soprattutto per i miei ex compagni e i tifosi: assolutamente fantastici, non meritavano la B. Io da agosto a gennaio Garrone l’ho visto una volta e basta. Io per la Samp ho dato tutto quello che avevo. E se non ho parlato fino ad oggi è stato proprio per rispetto della situazione che stava vivendo. Da un sacco di tempo dovevano rinnovarmi il contratto, ma un giorno c’era il sole, un giorno pioveva, un giorno tirava vento, e però il contratto non me l’hanno mai rinnovato. Poi a gennaio hanno dato mandato ad uno dei miei agenti di vendermi a giugno: dopo tre giorni è arrivata l’Inter, ovvero la squadra campione del mondo. Che però mi voleva subito, non a giugno. Sa di tutti i membri della holding decisionale della Samp quanti hanno detto no alla mia cessione? Due. Ecco: che qualcuno abbia voluto far passare me per capro espiatorio di tutto quanto è successo non mi andava. Ma ora non voglio parlarne e pensarci più: penso a vincere la Coppa Italia con l’Inter, se possibile».
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