JUVENTUS/ Del Piero parla del nuovo stadio
di: simone.v | in Juventus | Tag: del piero, intervista, Juventus, stadio
Alessandro Del Piero è una delle ultime bandiere rimaste. Il numero 10 della Juventus si è raccontato attraverso un’intervista esclusiva apparsa stamattina sulla Gazzetta dello Sport.
Il capitano ha parlato a 360° di Juventus, partendo da quanto succederà giovedì: l’inaugurazione della nuova casa della Vecchia Signora: «Il mio quarto stadio in bianconero: nel vecchio Comunale vinsi il campionato Primavera 1993-94, doppia finale contro il Torino. E così ho preparato una maglietta con le immagini del Comunale, del Delle Alpi, dell’Olimpico e del nuovo stadio e la regalerò alle persone che più mi sono vicine. In fondo questo è il record più strano che ho fatto e di sicuro è imbattibile. E’ stato un cammino lunghissimo e sono felice che sia arrivato questo giorno. Al Delle Alpi ero stato benissimo, ma avevo vissuto con gioia già la trasformazione del Comunale in Olimpico e il ritorno in quello stadio: mi sembrava una bella scelta per la città e le società. Adesso, entrando nella nostra casa, spero si crei quel feeling speciale con i tifosi che potrebbe darci una grande mano. Ecco, se davvero il pubblico diventerà il famoso dodicesimo uomo noi potremo andare oltre i nostri limiti. Magic Johnson diceva: “Si gioca per vincere, per divertirsi e per far divertire”. Il divertimento è fondamentale perché consente di creare qualcosa di speciale tra i giocatori e il pubblico. Se nasce questo feeling, l’ambiente ti aiuta molto. Ci sono altri stadi stupendi in Italia San Siro, Marassi, Palermo. Ma questo è nostro ed è una bella differenza».
Su Conte: «E’ un martello, ha le idee chiare, è determinato, lucido nelle proprie idee che cerca di trasmetterci».
I migliori stadi esteri: «Old Trafford, per quello che rappresenta il Manchester United nella mia storia e in quella del calcio. Il Santiago Bernabeu perché è Madrid, è il Real: c’è poco da aggiungere. E in questi due stadi ho vissuto l’emozione della standing ovation. Poi il Camp Nou di Barcellona, i due di Glasgow e Anfield a Liverpool».
Il primo stadio: «Il comunale dell’A.C. San Vendemiano. C’era una tribunetta con 50-60 posti. Ma quando sei piccolino ogni posto va bene: il garage, il cortile, la strada».
Le partite indimenticabili al Delle Alpi e all’Olimpico:«Al Delle Alpi sono state così tante che è impossibile indicarne una sola: le due col Real, un 4-1 al Milan. All’Olimpico un’altra sfida col Real, ma anche quella del mio 200˚ gol in bianconero contro il Frosinone e tutta la cavalcata in serie B che ricordo con entusiasmo».
Periodo nero per i «grandi vecchi». Totti discusso dai suoi dirigenti, Inzaghi escluso dalla lista Champions: «Con Francesco e Pippo ho vissuto momenti belli e la gioia del Mondiale: auguro a entrambi ogni bene. A ciascuno piace sentirsi unico, ma è normale che giocatori come Francesco o come me abbiano situazioni diverse dalle altre. Per quello che ha fatto e rappresenta, Totti gode naturalmente di un’attenzione particolare. Comunque Francesco è una soluzione, non un problema».
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