ALBERTINI/ Quasi tutti contro l’ex rossonero dopo le dichiarazioni sul secondo extracomunitario
di: simone.v | in Serie A | Tag: albertini, dichiarazioni, extracomunitario, secondo, Serie A
Come si apprende dalla Gazzetta dello Sport odierna, la Serie A non ha preso bene le parole del vicepresidente federale, che ieri, proprio sulla Gazzetta, ha gelato i club sul secondo extracomunitario: «Ci sono altre emergenze. La Lega doveva chiederlo nei tempi e nei modi giusti».
Il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta: «Considero le dichiarazioni di Albertini una brutta scivolata. Difficile fare Alice nel paese delle meraviglie e non ricordare che un anno fa la Lega abbandonò il consiglio federale per la mancata concessione del secondo extracomunitario e restò fuori 10 mesi, ma sempre chiedendo l’apertura. Siamo tornati reiterando la richiesta e lo abbiamo rifatto la scorsa settimana: invito Albertini a guardare con maggiore attenzione l’evolversi delle vicende che riguardano la federazione di cui è vicepresidente. E’ di cattivo gusto legare una questione politica come questa ad una vertenza sindacale come l’accordo collettivo».
Ecco le parole di Beppe Marotta, dg della Juventus:
«Albertini e i calciatori devono dare uno sguardo a ciò che succede nel più grande movimento professionistico, il basket americano: la Nba si ferma perché i club non ce la fanno più a star dietro alle pretese dei calciatori. O dimagrimento o stop».
Milan e Inter non parlano, però si percepisce l’irritazione per l’uscita di Albertini.
Claudio Lotito, presidente della Lazio: «L’apertura al secondo extracomunitario è un’esigenza per ciascuna delle squadre di Serie A, non solo per quelle che giocano in Champions. Questo è un limite che c’è solo in Italia e ci penalizza nelle competizioni internazionali. L’accordo sul contratto collettivo e la regolamentazione degli extracomunitari sono questioni diverse».
Per la Roma parla il nuovo d.s., Walter Sabatini: «Vietare il secondo extracomunitario è una posizione antistorica in un mondo globalizzato. La qualità delle squadre migliorerebbe e si abbasserebbero anche i costi. Una norma del genere non penalizzerebbe i vivai. L’accordo collettivo che si era raggiunto fra Lega e calciatori era un buon punto di mediazione. I tempi non sono più quelli di prima».
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