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Il fatto che ormai da alcuni anni sky si contraddistingua come il network in grado di offrire i maggiori avvenimenti sportivi non può più essere considerato un miracolo, ma una realtà in grado di accontentare praticamente tutti gli appassionati di qualsiasi disciplina sportiva; il miracolo dell’alta definizione permette di seguire gli avvenimenti sportivi nella versione HD senza perdere nessun dettaglio del proprio sport o campione preferito.
La nuova campagna Sky è stata lanciata in pompa magna con protagonisti alcuni dei calciatori più famosi che militano nei campionati continentali, ma anche campionidel calibro di Federica Pellegrini, regina indiscussa del nuoto mondiale in grado di regalarci medaglie e soddisfazioni agli ultimi Campionati Mondiali di nuoto oppure di Martin Castrogiovanni, colonna della nazionale azzurra di rugby impegnata in questo momento nei Campionati del mondo di rugby: i campionati del Mondo di rugby, che si svolgeranno sino al prossimo 23 ottobre in Nuova Zelanda, sono un’esclusiva di Sky che trasmette tutti gli incontri in diretta, ma anche in differita, considerati alcuni orari mattinieri delle gare in virtù del fuso orario con la lontana Nuova Zelanda, su di un canale appositamente dedicato all’evento. Continua a leggere: La miracolosa stagione sportiva in HD di Sky
Soddisfatta la Roma, soddisfatta anche l’Inter. Soprattutto nel suo tecnico, quel Gasperini sulla graticola dopo lo 0-1 subito in casa contro il Trabzonspor. L’ex Genoa traccia un bilancio della gara e della settimana appena conclusa, fatta di voci e di nomi di possibili suoi successori. Ma anche del cambio Forlan-Muntari, che ha scatenato i fischi di San Siro, invocante Pazzini: «Se mi infastidiscono le voci su eventuali nuovi allenatori al posto mio? No, anche perché sono discorsi che fanno gli altri e non Moratti o la società. Io so che questo pareggio può anche deludere, ma meritavamo di vincere: presto arriveranno i risultati, siamo in crescita, dovevamo sfruttare meglio gli spazi, abbiamo creato tante occasioni da gol e concesso poco a una bella Roma. Ma adesso il rodaggio è finito: questa sera abbiamo dato un segnale di grande solidità e compattezza, ho fiducia. Ora non so dire dove può arrivare questa squadra, non conosco ancora i limiti dell’Inter. Zero gol nelle ultime due gare? Un periodo storto, so che magari in futuro faremo gol più complicati. Ripeto, sono fiducioso: col tempo la condizione migliorerà e saremo più intensi. Fischi ingenerosi? No, non sono ingenerosi, quando non vinci è una reazione: io e la squadra siamo i primi a dover dare qualcosa in più, l’inizio è stato un po’ scioccante, siamo noi a dover fare il primo passo».
E sul cambio Forlan-Muntari:
Continua a leggere: INTER/ Gasperini: «Adesso ho fiducia»
La Roma riscatta un orribile avvio di stagione mostrando di essere in ripresa, soprattutto moralmente, nella trasferta di Milano contro l’Inter. Finisce 0-0, ma le occasioni, la Roma, le ha costruite. Bicchiere decisamente mezzo pieno, come testimonia il commento a fine gara di Luis Enrique: «Poteva andare meglio, poteva andare peggio. Dunque è andata bene così».
Gli fa eco Sabatini: «La mancanza di cattiveria sta diventando una caratteristica quasi endemica della Roma. Però la squadra cresce e l’allenatore pesca a piene mani nell’organico, stimolando tutti».
Soddisfatto Fabio Borini:
Continua a leggere: ROMA/ Soddisfazione tra i giallorossi dopo il pari contro l’Inter
Fischi su fischi al San Nicola per l’1-1 interno del Bari contro la neo promossa Nocerina. I galletti trovano il vantaggio, ma si fanno poi recuperare dai campani. Dopodiché, calo fisico e poco gioco. Non è assolutamente soddisfatto Vincenzo Torrente, tecnico che in questo campionato non ha ancora convinto. Il suo Bari fa fatica e lui prova ad analizzare l’ennesimo stop: «Il primo tempo mi è piaciuto. Abbiamo fatto gol, creato qualche altra occasione. Nella ripresa invece è cambiato tutto. In peggio. Fisicamente è venuta fuori la Nocerina, non siamo riusciti a tenere il ritmo. Non ce la facevamo più. Non abbiamo mai gestito la palla, in particolare con i centrocampisti. Ognuno prendeva l’iniziativa da solo. Tutte cose che io non voglio assolutamente. Non mi aspettavo un calo fisico del genere. Non solo dai nuovi che arrivavano da preparazioni diverse, ma anche da chi ha cominciato il lavoro in ritiro. Ho cercato di porre rimedio, ne ho cambiati tre. Purtroppo non potevo cambiarne sei».
Poi sposta il mirino su Massimo Donati, il capitano:
Continua a leggere: BARI/ Altro flop per Torrente: solo 1-1 con la Nocerina
Il Milan si appresta a incontrare in campionato un Napoli entusiasta per l’1-1 di Manchester. Anche i rossoneri sono carichi, reduci dal 2-2 al Camp Nou. Uno dei protagonisti, Thiago Silva, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: «Dopo il gol ho sentito il silenzio pazzesco del Camp Nou e mi sono reso conto che avevo fatto qualcosa di importantissimo. Poi Pato mi ha raggiunto per ballare. Ogni volta che giochiamo Alexandre mi viene a trovare in camera. Un po’ per parlare della partita, un po’ per ascoltare musica perché io porto sempre con me stereo e casse. La vigilia di Barcellona mi ha chiesto ”che facciamo se segno?”. Semplice, un balletto, gli ho risposto. Soltanto che ha fatto gol dopo 24″, così mi ha preso alla sprovvista. E allora lo abbiamo fatto quando ho segnato io. Oddio, lui sarebbe meglio che non ballasse, è inguardabile. Infatti gli dico sempre che non è un vero brasiliano. Pensate che ascolta hip-hop, io invece adoro la musica del mio Paese».
E ancora:
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Inter-Roma è la gara di due allenatori che hanno, sin qui, deluso in questo avvio di stagione. Figuracce, sconfitte, tanti gol presi in casa e fuori. Luis Enrique, però, si dice sicuro: il tecnico giallorosso non vuole sconfessare il suo credo e sostiene di avere alle spalle una società che lo condivide in pieno: «Non resterò aggrappato alla panchina. Ci vuole tempo: è molto importante, quando si vuole impostare un progetto nuovo, che la persona scelta per portarlo avanti venga sostenuta, e io mi sento totalmente sostenuto. C’è un rapporto diretto e sincero con la società: il giorno in cui non riterranno più che io sia la persona adatta, verranno a dirmelo e risolveremo tutto rapidamente e senza problemi. Vorrei rimanere almeno per i due anni di contratto, ma dipenderà tutto dai risultati. Nel calcio, in Italia come in Spagna, non c’è pazienza. Sono i risultati che comandano, e se non arrivano la fiducia cala».
E sul modulo:
La vittoria sull’Inter all’esordio ha dato entusiasmo non solo alla tifoseria, ma anche ai calciatori rosanero. Esempio lampante quello di Abel Hernandez, l’attaccante uruguaiano del Palermo, che attraverso un’intervista apparsa sulla Gazzetta dello Sport ha parlato degli obiettivi della squadra, di quelli personali e dell’immediato turno di campionato con l’Atalanta.
Ecco le sue parole: «Non dobbiamo fermarci, c’è l’Atalanta e voglio fare come con l’Inter, se non meglio. Dopo la vittoria sull’ Inter, mi sembra che sia chiaro una cosa: questo fatto che dobbiamo pensare alla salvezza non esiste. È normale che per una squadra come il Palermo l’obiettivo è andare in Europa e noi ci dobbiamo provare. Noi siamo tranquilli e col tecnico siamo messi sulla strada giusta».
E ancora:
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