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In questi giorni si è parlato tantissimo dei malumori di Montolivo, chiaro con la società nella sua mancata voglia di rinnovare un contratto in scadenza a giugno 2012. Non c’è solo il capitano. Anche Frey ha rilasciato dichiarazioni abbastanza dure nei confronti della società.
Ma insieme a loro, in uscita, ci sono Mutu, Gilardino e Vargas. Senza scordarsi Donadel, in scadenza e ormai accasatosi al Genoa.
Di sicuro, però, non verranno svenduti. A costo di trattenerli in viola. Per Montolivo, per esempio la richiesta economica è di
Continua a leggere: FIORENTINA/ Via i big, pronta la rifondazione
La Fiorentina è una delle società che sta cambiando di più, o meglio, che sta lavorando per rinnovare interamente la rosa. Tra arrivi e addii, ecco i nomi più caldi.
Montolivo: la Fiorentina non può aspettare altro tempo, il ragazzo ha il contratto fino al 2012. O si rinnova, o si vende per non perderlo a costo zero la prossima stagione. Mihajlovic, che resterà sulla panchina anche il prossimo anno, vuole delle conferme dal capitano. Montolivo deve decidere, ma le richieste non mancano. Da quello che deciderà, ovviamente, cambierà il mercato viola.
Cassano: a lui il Milan farà un discorso serio e sereno. Se resta non partirà titolare: se accettasse questa condizione rimarrà. Continua a leggere: FIORENTINA/ Tra arrivi e addii
Domani si gioca Inter-Fiorentina, con un ex di lusso sulla panchina viola: Sinisa Mihajlovic.
Questa mattina il serbo ha incontrato i giornalisti per la consueta conferenza stampa pregara. Tanti gli argomenti trattati, breve accenno anche alla provocazione di Lotito, che ha “sfidato” il Coni chiedendo all’Uefa di poter giocare i match delle coppe europee al “Franchi“, casa della Fiorentina. Di seguito, le parole dell’allenatore.
CONDIZIONE - “Ho grande fiducia nella mia squadra, stiamo bene sotto tutti punti di vista. E’ vero, giocare in casa dell’Inter non è facile. Ma il calcio è bello per questo: ci sono partite in cui magari non hai niente da perdere e dal punto di vista psicologico parti avvantaggiato. Allenare i neroazzurri in futuro? Piacerebbe a tutti, ma per ora non m’interessa. Penso solo alla Fiorentina“. Continua a leggere: FIORENTINA/ Mihajlovic: “Stagione condizionata da troppi infortuni”
Mutu, nove mesi di stop
Nove mesi di squalifica per Adrian Mutu: questa la decisione del tribunale nazionale antidoping sul doppio caso di positività alla sibutramina dell’attaccante romeno della Fiorentina. Mutu, sospeso dal 29 gennaio scorso, era risultato positivo per presenza di metaboliti di Sibutramina, in occasione dei controlli antidoping disposti rispettivamente al termine della gara di campionato Fiorentina-Bari, disputata a Firenze il 10 gennaio 2010 ed al termine della gara di coppa Italia Fiorentina-Lazio, disputata a Firenze il 20 gennaio 2010. Lo scorso 31 marzo la Procura Antidoping del Coni lo aveva deferito ed aveva chiesto un anno di squalifica.
STOP ECCESSIVO - “Non sono contento. Uno stop così lungo per una pasticca lassativa mi sembra davvero eccessiva”, ha detto Mutu subito dopo aver assistito alla lettura della sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping. Il giocatore, che potrà tornare in campo a partire dal prossimo 29 ottobre, ha abbandonato in fretta lo Stadio Olimpico. I suoi legali non hanno escluso un ricorso al Tas. “Non è da escludere questa ipotesi – ha spiegato l’avvocato Paolo Rodella – Faremo una valutazione approfondita dopo aver letto le motivazioni”.
FIORENTINA CONTENTA - La decisione del Tna soddisfa la Fiorentina. “Già il fatto di non aver riscontrato la recidiva era un buon risultato – le parole dell’ad Sandro Mencucci a Radioblu -. Se a questo aggiungiamo i tre mesi in meno possiamo ritenerlo un successo. A questo punto la cosa importante e che ci soddisfa è che Mutu potrà fare quasi tutta la prossima stagione. Un ricorso al Tas? Non se sia il caso dato che ci potrebbe essere anche la possibilità di un aggravamento della sanzione. Meno di questo sarà difficile e poi è anche possibile che l’udienza del TAS possa arrivare vicino alla squalifica”
Il sogno di Firenze svanisce. In finale di Coppa Italia va l’Inter, che ritrova la vittoria ottenendo il primo obiettivo minimo di stagione, ma non del tutto la serenità. Finisce infatti con Sneijder che fa il gesto dell’ombrello ai tifosi viola, sconsolati perché il ko di stasera chiude quasi definitivamente la porta dell’ Europa alla Fiorentina che sperava in entrare in Europa League grazie a questo trofeo. Invece il 5 maggio all’Olimpico, probabilmente con la Roma, ci sarà di nuovo l’Inter. Se tutto va da pronostico anche a Udine, sarà un’altra sfida al calor bianco, nel pieno dello sprint scudetto.
Al Franchi finisce 1-0 per la squadra di Mourinho, risultato identico alla partita d’andata, grazie alla rete di Etòo arrivata al 12′ della ripresa. Ma l’Inter ringrazia anche Lucio che al 25′ del primo tempo, a portiere battuto, ha respinto una conclusione di Gilardino che poteva avere maggiore efficacia. Il pari di sabato scorso in campionato che le era costato il primato è vendicato Firenze aveva preparato la festa, credeva nell’impresa, e aveva dato il Fiorino d’oro allo sfortunato Borgonovo, ex viola colpito dalla Sla.
In campo la Fiorentina gioca con ardore, ma l’Inter è più squadra e quando i suoi sono concentrati è difficile superarla. Questa volta Chivu e Julio Cesar, disattenti sabato scorso quando finì 2-2 con conseguente sorpasso romanista in campionato, non sbagliano e le ripartenze dei viola non fanno male. Al contrario le accelerazioni dei nerazzurri sono nefaste per gli avversari. Così, con le solite invenzioni dei suoi campioni e con una difesa attenta e muscolare l’Inter passa.
Mourinho schiera Maicon sulla linea degli attaccanti assieme a Eto’o e Balotelli e dalle accelerazioni del brasiliano arrivano i primi pericoli per la Fiorentina. Su un suo traversone al 16′ De Silvestri neutralizza Eto’o. Tanto bravo in questa occasione, quanto impacciato pochi minuti dopo il terzino viola che si fa soffiare la palla da Balotelli il cui diagonale sfiora il palo.
Capita sulla testa e sui piedi di Gilardino la palla del possibile pareggio: prima Julio Cesar respinge e sulla seconda conclusione, a porta vuota, salva Lucio. L’occasione scuote i viola. La squadra di Prandelli alza il ritmo e costringe l’ Inter sulla difensiva: i nerazzurri faticano a frenare l’ ardore della Fiorentina, diretta con sagacia da Montolivo, spinta da De Silvestri e Vargas, alimentata da Marchionni e dal genio di Jovetic. E’ vero che spetta alla Fiorentina far la partita per recuperare il risultato, ma l’Inter fa veramente poco per irretire gli avversari.
Così i tiratori di Prandelli fanno esercizio di balistica, ma le bordate sono sempre ribattute dal muro dei difensori o finiscono tra le braccia di Julio Cesar. Ma la pressione, la voglia e la tenacia della Fiorentina sono da encomio. E’ altrettanto vero che quando l’ Inter esce dal guscio la retroguardia viola subisce qualche brivido. L’ Inter è tenuta in piedi dal dinamismo di Zanetti, dal sacrificio e dalle accelerazioni di Eto’o, dai guizzi di Balotelli, dalla concentrazione dei suoi difensori, sempre abili a tamponare le folate offensive viola. E soprattutto da un ritrovato Julio Cesar, che riscatta la prova incolore di sabato in campionato che molto è costata all’ Inter con quell’ uscita a vuoto che ha portato al 2-2 di Kroldrup che è costato il primato.
L’ Inter – che rientra in campo nel secondo tempo con 3′ di ritardo, provocando i fischi dello stadio e le scuse di Mourinhop – va a folate, non segue un copione e improvvisa: botta di Balotelli da 35 metri e Frey devia in angolo; al 57′ l’invenzione di Thiago Motta che pietrifica la difesa viola e manda in porta Eto’o, scattato sul filo del fuorigioco, con una botta imprendibile per il portiere avversario. Scatta il solito giro di sostituzioni, di quà e di là, cambiano le facce di alcuni protagonisti, la Fiorentina spinta dall’ orgoglio avanza a testa bassa, ma sbatte nella muraglia avversaria e il risultato non cambia. Onore alla Fiorentina che ci ha provato, ma l’ Inter era chiamata al riscatto dopo aver perso il primato in campionato. Non ha fallito. E’ tornata a vincere e ora può ancora sognare di vincere tutto: la settimana cruciale di Mourinho è cominciata bene.
Un anno di squalifica per Adrian Mutu: è questa la richiesta della Procura al Tribunale nazionale antidoping del Coni. Oggi il calciatore è stato deferito ufficialmente, dopo il caso di positività alla sibutramina (uno stimolante che annulla gli effetti della fame) in due diversi test: iò 10 gennaio, al termine di Fiorentina-Bari e il 20 gennaio dopo Fiorentina-Lazio.
Il procuratore Ettore Torri ha chiesto tutto sommato una “pena lieve” ritenendo quella del giocatore una prima violazione. in realtà il calciatore ha un precedente di doping: nel 2004 fu squalificato per sette mesi dopo essere risultato positivo alla cocaina, nel periodo in cui militava nel Chelsea. Fosse stato considerato “recidivo” il romeno rischiava la squalifica a vita.


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