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Inter-Roma è la gara di due allenatori che hanno, sin qui, deluso in questo avvio di stagione. Figuracce, sconfitte, tanti gol presi in casa e fuori. Luis Enrique, però, si dice sicuro: il tecnico giallorosso non vuole sconfessare il suo credo e sostiene di avere alle spalle una società che lo condivide in pieno: «Non resterò aggrappato alla panchina. Ci vuole tempo: è molto importante, quando si vuole impostare un progetto nuovo, che la persona scelta per portarlo avanti venga sostenuta, e io mi sento totalmente sostenuto. C’è un rapporto diretto e sincero con la società: il giorno in cui non riterranno più che io sia la persona adatta, verranno a dirmelo e risolveremo tutto rapidamente e senza problemi. Vorrei rimanere almeno per i due anni di contratto, ma dipenderà tutto dai risultati. Nel calcio, in Italia come in Spagna, non c’è pazienza. Sono i risultati che comandano, e se non arrivano la fiducia cala».
E sul modulo:
La vittoria sull’Inter all’esordio ha dato entusiasmo non solo alla tifoseria, ma anche ai calciatori rosanero. Esempio lampante quello di Abel Hernandez, l’attaccante uruguaiano del Palermo, che attraverso un’intervista apparsa sulla Gazzetta dello Sport ha parlato degli obiettivi della squadra, di quelli personali e dell’immediato turno di campionato con l’Atalanta.
Ecco le sue parole: «Non dobbiamo fermarci, c’è l’Atalanta e voglio fare come con l’Inter, se non meglio. Dopo la vittoria sull’ Inter, mi sembra che sia chiaro una cosa: questo fatto che dobbiamo pensare alla salvezza non esiste. È normale che per una squadra come il Palermo l’obiettivo è andare in Europa e noi ci dobbiamo provare. Noi siamo tranquilli e col tecnico siamo messi sulla strada giusta».
E ancora:
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Preoccupato il tecnico dell’Udinese Francesco Guidolin nonostante il risultato per la sfida andata in scena questa sera al Friuli. I bianconeri si sono imposti 2-1: «Il primo tempo abbiamo sofferto. Seconda frazione un po’ migliore, ma non meritavamo di vincere – ha dichiarato ai microfoni di Mediaset Premium -. Il Rennes ha fatto qualcosa in più. Per noi questa è una stagione complicata, tanti ragazzi devono crescere. C’è ancora difetto di comunicazione con diversi di loro, nel senso letterale del termine. Ci prendiamo questi tre punti, ce li teniamo stretti, ma dobbiamo sicuramente migliorare. Ci sono delle attenuanti, ma dobbiamo alla svelta migliorare il gioco. Posso rammaricarmi del fatto che c’è poco tempo per lavorare tra impegni con le nazionali e gare ogni tre giorni. Abbiamo battuto una signora squadra, ma se giochiamo altre dieci volte così non li battiamo più. Questa è una squadra che si conosce poco, ingenua in alcune occasioni. Bisogna progredire in fretta. Questi sono solo i primi tre punti, ne servono molti altri per passare il turno».
E’ sceso in campo dal primo minuto alle spalle di capitan Di Natale il fantasista Diego Fabbrini. Queste le sue parole ai microfoni di Mediaset Premium al termine della partita vinta 2-1 contro il Rennes:
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Diego Della Valle e il suo amore per la Fiorentina, quello della famiglia e l’impegno per i colori viola. Ma non soltanto, il patron ieri ha parlato di tutto ai microfoni di La7, durante la trasmissione Otto e Mezzo: «Mio fratello Andrea è innamoratissimo della Fiorentina, come lo sono io—ha spiegato—. Per questo vogliamo che la squadra viola abbia un futuro molto interessante anche per il bene della città. Vogliamo una Fiorentina che vinca e che al tempo stesso sia un modello positivo. Milan e Juventus? Non invidio niente, ma dai loro successi c’è molto da imparare a patto di raggiungerli in stile fiorentino. Noi vogliamo fare la Cittadella ed abbiamo un progetto importante da portare avanti».
Il calcio è sport e business e va gestito diversamente e qui Diego Della Valle che ha già chiesto una Consob ribadisce:
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Il pareggio del Camp Nou è stato accolto benissimo da tifosi, giocatori e società. Ma soprattutto dal tecnico, Massimiliano Allegri, capace di uscire imbattuto dallo stadio dei campioni di tutto: «Abbiamo fatto un’ottima fase difensiva. Abbiamo subito gol su punizione e su un’azione che potevamo arginare, ma per il resto non abbiamo rischiato niente: non siamo al top della condizione, ma venire fuori dal Camp Nou con un risultato così mi fa felice. Abbiamo avuto un po’ di fortuna, comunque ho visto una squadra matura».
Allegri analizza i momenti della partita:
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E’ un Gasperini dispiaciuto e stizzito quello presentatosi ai giornalisti dopo la sconfitta con il Trabzonspor, la seconda in quattro giorni, che fa il paio con quella subita a Palermo. Il tecnico è consapevole del momento difficile:«Moratti nei miei confronti è sempre stato di grande supporto, il fatto che noi due parliamo non bisogna farlo passare per una cosa che non è. Detto questo, so bene anche io che la fiducia della società non è illimitata, dobbiamo fare in fretta perché se non arrivano i risultati i problemi aumentano. Devo trovare assolutamente la quadratura per ottenerli da subito, ma dopo gare sfortunate come stasera diventa più difficile capire come arrivare a fare punti. Però sento che la società è dalla mia parte e sono sicuro che i ragazzi, che sono persone serie, risponderanno sabato sul campo. Ho la certezza che una sconfitta del genere provocherà una reazione forte. Nello spogliatoio ho visto i giocatori molto arrabbiati. Infatti l’aspetto psicologico non mi preoccupa perché so che questo gruppo ha grandissime qualità morali. Poi è chiaro che ci sono dei problemi di equilibrio, che la coperta è corta, visto che a Palermo abbiamo fatto bene davanti ma sofferto dietro, mentre stasera per la prima volta non abbiamo segnato».
Così invece il tecnico sulla gara:
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Domenica torna a Bergamo: Colantuono aveva chiesto alla sua Atalanta di riportare il centrocampista in neroazzurro. Si tratta di Giulio Migliaccio, che ha rilasciato queste dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: «L’Atalanta mi voleva, ma sono orgoglioso del veto posto dal Palermo. In due mesi sono cambiate tante cose. C’era un po’ di negatività nell’ ambiente — afferma il centrocampista —. La migliore medicina è la vittoria, contro l’Inter abbiamo fatto una grandissima prestazione, abbiamo giocato in maniera rabbiosa. Ed è stato più merito nostro che demerito dell’Inter, come ho sentito dire. Siamo felici anche per i nostri tifosi che ci hanno sempre supportato. Adesso dobbiamo evitate l’effetto boomerang, spetterà a noi più esperti far rimanere tutti coi piedi per terra. So cosa ci aspetta a Bergamo conosco bene l’ambiente e la squadra e nei momenti difficili si compattano».
E ancora:
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