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Manca solo Roger Federer tra i primi quattro giocatori del ranking all’appuntamento con le semifinali di Montecarlo, terzo “Masters 1000″ della stagione in corso sui campi in terra rossa del prestigioso Country Club del Principato. Rafa Nadal (n.1) contro Andy Murray (n.4) nella parte alta, Novak Djokovic (n.3) contro lo svizzero che non ti aspetti, ovvero Stanislas Wawrinka (n.13), nella parte bassa, rivincita della finale del 2008 del Foro Italico quando ad imporsi fu il serbo. Il favorito numero uno per la vittoria è ovviamente il 22enne mancino di Manacor, a caccia del quinto titolo e del record assoluto dopo il poker messo a segno lo scorso anno (nell’occasione eguagliando il primato quasi centenario del neozelandese Tony Wilding, che aveva conquistato questo torneo quattro volte consecutive, 1911-1914). Dovesse vincere ancora a Montecarlo, lo spagnolo si porterebbe quota 14 nei titoli “Masters 1000″ (la nuova denominazione dei Masters Series) conquistati in carriera, alla pari di Federer, a meno tre dal record di Andre Agassi che ne ha vinti 17. L’unica sconfitta di Nadal sulla terra rossa di Montecarlo risale al 2003, quando si arrese al terzo turno all’argentino Guillermo Coria, poi battuto in finale dallo spagnolo Juan Carlos Ferrero. Da allora una striscia positiva di 25 incontri vinti con appena quattro set ceduti. L’ultimo nella semifinale del 2006 contro l’argentino Gaston Gaudio.
E’ Novak Djokovic il primo semifinalista del Masters 1000 di Montecarlo. Il serbo, numero 3 del mondo e vincitore a Roma nella passata stagione, ha piegato la resistenza dello spagnolo Fernando Verdasco dopo 3 lunghi e combattuti set: 6-2, 4-6, 6-3 i parziali a favore di Nole.
Gli altri incontri dei quarti di finale prevedono questi accoppiamenti:
R Nadal (ESP) contro I Ljubicic (CRO)
A Murray (GBR) contro N Davydenko (RUS)
A Beck (GER) contro S Wawrinka (SUI)
Il tennista bolognese Simone Bolelli conferma tutte le sue potenzialità andando a vincere con autorità il match che lo vedeva opposto al serbo Tipsarevic. Poco più di un’ora e mezza la durata dell’incontro che regala il pass per il terzo turno al tennista bolognese.Nel terzo turno ora Bolelli se la vedrà con il croato Ivan Ljubicic che ha fatto fuori a sorpresa l’argentino Juan Martin Del Potro in 3 set (4-6, 6-1, 6-4).
Seppi è invece stato battuto in due set, 6-4 6-4, dall’ex n.1 mondiale Roger Federer. Seppi avrebbe forse potuto fare qualcosa di più, con un Federer molto falloso, soprattutto all’inizio. Ma dopo aver fallito due palle break sul 2 pari del primo set, non ha avuto altre occasioni reali. Allo svizzero, che giocava la prima partita dopo il matrimonio con la fidanzata-manager Mirka Vavrinek, avvenuto sabato a Basilea, sono bastati un break per set per guadagnare un posto agli ottavi.
Inizialmente l’elvetico aveva deciso di non partecipare al toneo di Montecarlo, ma alla fine ci sarà anche lui: il numero 2 del mondo parteciperà al Masters 1000 di Montecarlo (montepremi di euro 2.750.000, terra rossa) usufruendo di una wild card: sarà forse la voglia di riscatto a portarlo a Montecarlo, torneo tra l’altro in cui non ha mai trionfato, e che lo ha visto perdere in finale contro Nadal nelle ultime tre edizioni? Chissà se le strade dello svizzero e del numero 1 del mondo s’incroceranno: se così fosse Federer potrà cercare la rivincita contro il maiorchino che negli ultimi tre anni l’ha sempre battuto in finale. C’è chi già spera in una nuova finale tra i due, ma non ci sarà solamente lo spagnolo a dare del filo da torcere al tennista elvetico. Non mancheranno, infatti, il serbo Novak Djokovic, numero 3 del ranking, lo scozzese Andy Murray , fresco vincitore del Masters 1000 di Miami.
Probabilmente la decisione dello svizzero è stata figlia delle sconfitte subite in quest’inizio di stagione, dalla finale persa a Melbourne contro Nadal, alla semifinale di Indian Wells che l’ha visto cedere a Murray, fino all’ultima debacle a Key Biscane contro Djokovic. Lo svizzero vuole riprendersi, far vedere che non è spacciato, che può dire ancora la sua sul campo e il prestigioso torneo di Montecarlo può essere un buon palcoscenico.
Dopo l’antipasto degli l’Australian Open si avvicina il momento del secondo torneo del Grande Slam, il Roland Garros (24 Maggio-7 Giugno) che vedrà Nadal, Federer, Djokovic, Murray battagliare tra di loro in cerca di gloria.
La stagione entra dunque nel vivo, con la terra rossa che vuol dire Roland Garros. Poi, in estate, la verde erba di Wimbledon e per finire lo US Open. Si chiude così il poker dello Slam, l’agone che vedrà Nadal, Federer, Djokovic e Murray combattere per la supremazia mondiale.
Mai come quest’anno il tennis maschile sembra aver ritrovato equilibrio nelle sue alte gerarchie, sebbene Murray debba ancora crescere soprattutto mentalmente. Nadal sembra il più in forma: è il numero uno del ranking mondiale Atp, ha vinto il primo Slam stagionale in Australia, è a tutti gli effetti l’uomo da battere. Il suo tennis dinamico, potente, sfiancante sembra inarrestabile, a patto che lo spagnolo sia in grado di reggere fisicamente.
Novak Djokovic rappresenta la nuova scuola serba. Un tennis talentuoso e tecnico, tatticamente raffinato. Il serbo, quasi 22enne, lavora sul medio-lungo periodo: per ora si tratta di far crescere bene la pianta, i frutti prima o poi cadranno. E bisogna fare in modo di trovarsi al punto giusto e al momento giusto. Andy Murray, coetaneo, è il suo principale rivale in prospettiva ma il britannico sembra avere qualcosa in meno rispetto a Djokovic (e non solo nel palmares, visto che Novak ha conquistato l’AusOpen del 2008).
E poi Roger Federer, il caso più interessante. La finale di Melbourne è stata comunque una boccata d’ossigeno per un tennista che sembra aver perso le certezze di un tempo, quando regnava incontrastato. Mentre gli altri sono migliorati lui è calato, e non solo nella forma fisica o nel gioco di dritto: la pesantezza è soprattutto mentale. La terra rossa non è mai stata sua superficie d’elezione nemmeno nei tempi migliori, dunque meglio dimenticarsi il Roland Garros. Occhi puntati invece alla ‘sua’ Wimbledon: gli manca un solo Slam per eguagliare il record di vittorie di Pete Sampras (14).



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