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Liegi-Bastogne-Liegi: l’Italia del pedale punta alla Decana

di: admin | in Ciclismo | Tag: ,

Con la 96esima edizione della Liegi-Bastogne-Liegi si chiude domenica il trittico delle Ardenne. La Doyenne, che tradotto dal francese significa la “Decana”, è la più antica delle Classiche con la “sua prima volta” datata addirittura 1892. Si abbandona il pavé per quella che è l’ultima delle Classiche monumento prima dei grandi Giri (d’Italia e Tour de France): vincerà, come spesso accade da queste parti, il corridore più completo; quello che saprà meglio dosarsi e muoversi nel momento giusto della corsa.

IL TRACCIATO: LA REDOUTE FA PAURA – Saranno 298 i km che dovranno percorrere corridori che nella prima parte arriveranno a Bastogne, vicino al Lussemburgo, per poi tornare verso Liegi. Le Cote da affrontare saranno dieci, otto negli ultimi 100 km con cinque da “sfidare” negli ultimi 50. La mitica Redoute sarà al km 223, 2300 metri al 7% di pendenza media con punte addirittura del 22. Da lì all’arrivo mancheranno ancora 35 km, e due Cote, la Roccia dei Falchi e il St Nicolas, un km all’11% che rischia di rimanere nelle gambe dei corridori nel finale di corsa. Sei km più tardi, il rettilineo finale di Ans, 1000 metri in leggera salita che sembrano non finire mai.

GLI ULTIMI VINCITORI – Chi vincerà succederà nell’albo d’oro della corsa ad Andy Schleck, uno che alla Freccia Vallone di mercoledì scorso, a detta sua, ha voluto semplicemente testare la gamba perchè “il vero obiettivo è domenica”. Di Bernard Hinault il successo in una delle edizione più incredibili di sempre; 1980, era il 20 aprile quando il corridore francese trionfò sotto una pazzesca bufera di neve. Il “più Grande”, l’inarrivabile a detta di molti, il Cannibale del ciclismo l’ha vinta cinque volte: stiamo parlando ovviamente di Eddy Merckx, l’atleta che più di ogni altro rappresenta la competezza fatta a corridore. Ma anche l’Italia, dodici vittorie (il battesimo con Preziosi nel 1965), ha i suoi alfieri: Moreno Argentin, quattro affermazione su queste strade, è stato perfino soprannominato il Duca delle Ardenne. Di Luca, nel 2007, l’ultimo azzurro a fare sua questa corsa: prima di lui anche Bartoli, Bettini e Rebellin. Per quanto riguarda i belgi padroni di casa, il successo manca ormai da 11 anni (l’ultimo firmato dallo scomparso Vandenbroucke). Negli anni recenti spiccano, infine, i successi di Valverde, due volte, e Vinokourov.

I FAVORITI DELLA CORSA – Sono quattro, sostanzialmente: Cadel Evans, Philippe Gilbert, Alberto Contador ed Andy Schleck. L’australiano campione del Mondo ha una grande condizione ed è fresco vincitore della Freccia Vallone; il belga dell’Omega-Pharma Lotto si è imposto all’Amstel ma ha stentato alla Freccia, ma lui stesso ha spiegato che la Liegi è uno dei suoi grandi obiettivi. Poi ci sono Andy Schleck, che su queste strade ha vinto lo scorso anno e che ha una grande voglia di bissare quel successo, e Alberto Contador, che dopo il terzo posto alla Freccia vuole dimostrare di poter dire la sua anche nelle corse di un giorno. Occhio anche a Valverde, che la Liegi l’ha già vinta due volte, e a tutta la banda di spagnoli che lui guida alla conquista della Decana. Tra gli italiani le aspettative maggiori sono riposte in Nibali e Cunego, con il veronese della Lampre che spera di regalare all’Italia un successo in una Classica che manca dal Lombardia 2008. Una vittoria firmata proprio Damiano Cunego…

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