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Lo sport che fa notizia

Archivio per aprile, 2010

Nove mesi di squalifica per Adrian Mutu: questa la decisione del tribunale nazionale antidoping sul doppio caso di positività alla sibutramina dell’attaccante romeno della Fiorentina. Mutu, sospeso dal 29 gennaio scorso, era risultato positivo per presenza di metaboliti di Sibutramina, in occasione dei controlli antidoping disposti rispettivamente al termine della gara di campionato Fiorentina-Bari, disputata a Firenze il 10 gennaio 2010 ed al termine della gara di coppa Italia Fiorentina-Lazio, disputata a Firenze il 20 gennaio 2010. Lo scorso 31 marzo la Procura Antidoping del Coni lo aveva deferito ed aveva chiesto un anno di squalifica.

STOP ECCESSIVO -
“Non sono contento. Uno stop così lungo per una pasticca lassativa mi sembra davvero eccessiva”, ha detto Mutu subito dopo aver assistito alla lettura della sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping. Il giocatore, che potrà tornare in campo a partire dal prossimo 29 ottobre, ha abbandonato in fretta lo Stadio Olimpico. I suoi legali non hanno escluso un ricorso al Tas. “Non è da escludere questa ipotesi – ha spiegato l’avvocato Paolo Rodella – Faremo una valutazione approfondita dopo aver letto le motivazioni”.

FIORENTINA CONTENTA - La decisione del Tna soddisfa la Fiorentina. “Già il fatto di non aver riscontrato la recidiva era un buon risultato – le parole dell’ad Sandro Mencucci a Radioblu -. Se a questo aggiungiamo i tre mesi in meno possiamo ritenerlo un successo. A questo punto la cosa importante e che ci soddisfa è che Mutu potrà fare quasi tutta la prossima stagione. Un ricorso al Tas? Non se sia il caso dato che ci potrebbe essere anche la possibilità di un aggravamento della sanzione. Meno di questo sarà difficile e poi è anche possibile che l’udienza del TAS possa arrivare vicino alla squalifica”

Ci sono tutti, nella lista dei convocati di Mourinho per il ritorno di Champions League contro il Barcellona. C’è Sneijder, che dopo due giorni di fisioterapia è tornato ad allenarsi regolarmente con i compagni, e c’è Stankovic, che pure è squalificato. Ci sono persino gli unici due veri indisponibili, Toldo e Santon. Ma soprattutto c’è lui, il ribelle nerazzurro: Mario Balotelli torna quindi in gruppo, dopo il turno di “riposo” extra, e assai forzato, impostogli da Moratti nell’ultimo turno di campionato, quando il presidente aveva invitato il giocatore a lasciare il ritiro della squadra per evitare ulteriori problemi e tensioni. Il perdono è arrivato dopo che, stando alle indiscrezioni in arrivo da Appiano Gentile, Balotelli ha avuto un confronto con la squadra nello spogliatoio prima dell’allenamento di domenica mattina: un confronto in cui il giovane attaccante ha provato a chiarire la sua situazione, e soprattutto avrebbe chiesto scusa, per la sceneggiata di martedì scorso a San Siro, e per quel comunicato in cui aveva abbozzato un primo tentativo di scuse, risultato assai poco gradito a tecnico e compagni. Difficile che Balotelli possa aspirare a qualcosa in più della panchina, e non è da escludere un nuovo esilio in tribuna. Ma intanto il messaggio mandato da Mou con questa convocazione è chiaro: è il momento di mettere da parte tutti i contrasti e le incomprensioni, e lavorare tutti per lo storico obiettivo. La parola d’ordine è gruppo, vero segreto della nuova Inter capace finalmente di recitare da protagonista anche sul palcoscenico europeo.

SNEIJDER C’E’. FORSE - La buona notizia comunque arriva da Wesely Sneijder, che come detto si è allenato, facendo crescere l’ottimismo sulla sua presenza dal primo minuto al Camp Nou. buone le sensazioni che l’olandese ha lasciato nel primo quarto d’ora d’allenamento, aperto ai giornalisti, in cui ha corso e calciato senza apparenti problemi. In realtà, l’infortunio c’è stato, anche se meno grave di quanto sembrava tra domenica e lunedì, alla faccia di chi parlava di pura mosa pretattica. Ma uno stiramento, per quanto leggero, è sempre uno stiramento, e una decisione definitiva sul suo utilizzo verrà presa solo domani.

PANDEV PREOCCUPA - Più che l’olandese, a destare preoccupazione sono le condizioni di Goran Pandev, che all’andata giocò benissimo, riuscendo a mettere in difficoltà Dani Alves e risultando una delle chiavi del match. Il macedone, tenuto a riposo con l’Atalanta per un risentimento muscolare, sembrava in recupero, ma stamattina ha ancora accusato un lieve dolore. Tnato che nella seduta di oggi Mou ha provato prima lo schieramento dell’andata, con i tre dietro Milito, poi quello utilizzato sabato in campionato, un 4-3-1-2 con Milito ed Eto’o di punta, Sneijder alle loro spalle, Zanetti avanzato a centrocampo insieme a Cambiasso e Thiago Motta, e Chivu a sinistra. Nessun problema invece per Maicon, dopo la botta al volto con tanto di denti rotti rimediata all’andata.

CLIMA TORRIDO A BARCELLONA - Nel primo pomeriggio la partenza da Malpensa per Barcellona, dove i nerazzurri, che hanno lasciato una Milano piovosa e autunnale, troveranno invece un’anteprima di estate, fatta di sole splendente e 27 gradi. Ma il clima sarà torrido soprattuto al Camp Nou, viste le dichiarazioni, i titoli di giornale e in generale l’enfasi che in Catalogna stanno scandendo la vigilia. Dopo il gelo di Mosca, il fuoco di Barcellona. Un altra prova decisiva per l’Inter che sogna di tornare sul trono europeo.

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Mister Guardiola si presenta in sala stampa con molta tranquillità e con volto disteso. Un’immagine che rompe con la tensione in casa catalana alla vigilia della sfida di Champions contro l’Inter: “Siamo tranquilli. Ci siamo preparati molto bene e siamo pronti per giocarcela“. Barcellona che conosce bene il proprio potenziale e per questo l’allenatore catalano elenca chiaramente gli ingredienti indispensabili per la rimonta: “Per battere l’Inter dobbiamo tenere un ritmo di gioco molto alto. Dobbiamo giocare da Barcellona, essere noi stessi per tutti e novanta i minuti“.

“Pique voleva solo caricare…” - D’obbligo una domanda, o meglio un chiarimento sulle parole del difensore del Barcellona Pique: “Le sue parole non erano di odio o per provocare. Il giocatore voleva solo caricare l’ambiente, non erano violente“. Fatto sta che il difensore dei catalani, e non solo lui, ce la stanno mettendo tutta per surriscaldare un ambiente già più che caldo, rovente. Affermazioni che anche in Spagna sono state criticate da alcuni organi di stampa.

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Scavolini Pesaro – Asystel Volley Novara 2-3 (25-22, 23-25, 23-25, 25-23, 11-15)

La Scavolini Pesaro riceve la visita dell’Asystel Volley Novara al palasport di viale dei Partigiani, nel quale le marchigiane hanno vinto il loro primo, storico scudetto due stagioni fa. Costagrande e compagne, dopo il blitz esterno di mercoledì a Novara, buttano via la prima chance per chiudere i conti e conquistare il pass per le semifinali facendosi battere per 3-2 dal Novara che, con questa vittoria, allunga la serie. A questo punto le ospiti si giocheranno il tutto per tutto nella “bella” in programma lunedì sera sempre a Pesaro.

Monte Schiavo Banca Marche Jesi – Chateau d’Ax Urbino Volley 1-2 (23-25, 22-25, 25-23, 7-8)

Impresa portata a termine anche dalla Chateau d’Ax Urbino Volley che, dopo il ko interno al tie break nel primo atto dei Quarti, batte in trasferta, per 2-1 la Monte Schiavo Banca Marche Jesi. La formazione di Nesic non riesce a concedere il bis sfruttando il fattore campo e sfiora l’ingresso tra le fantastiche quattro del campionato, mentre le ragazze di Salvagni continuano a prolungare una stagione esaltante centrando un successo che porta la sfida a Gara 3, che si giocherà sempre al PalaTriccoli di Jesi lunedì sera.

Foppapedretti Bergamo – Despar Perugia 3-1 (25-16, 25-21, 20-25, 25-19)

Bottino pieno per la Foppa che, dopo l’amara sconfitta subita al primo turno per 3-2 , ha battuto la Despar Perugia aprendo le porte allo spareggio di martedì per gara 3. Al PalaNorda in quasi due ore di gioco, davanti a duemila spettatori, le ragazze di Micelli si sono imposte con autorità, accusando un lieve cedimento solo nel terzo set, caratterizzato da decisioni arbitrali piuttosto controverse. Ottimo recupero per la Ortolani e solita efficacia in attacco con la Lo Bianco, perfetta smarcatrice dei martelli offensivi. Tanti cambi in casa Perugia, ma nessuna soluzione efficace, almeno per oggi, per coach Cuello.

MC-Carnaghi Villa Cortese – Riso Scotti Pavia 3-0 (25-11, 29-27, 27-25)

Dopo la sofferta, vittoria di Pavia, in gara 2 dei playoff la Mc-Carnaghi chiude subito la pratica e si ritrova in semifinale scudetto.

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Itas Diatec Trentino-Lube Banca Marche Macerata 0-3 (21-25, 23-25, 23-25)

La Lube Banca Marche riapre ufficialmente la serie di semifinale battendo i Campioni d’Europa con un sonoro 3-0. Davanti ai 4000 spettatori al Pala Trento i ragazzi di De Giorgi, nonostante l’assenza di Corsaro, hanno utilizzato determinazione ed efficacia per servire la loro pesante vendetta sui padroni di casa. L’alternanza di Paparoni e Smerilli decisamente in partita, e un Vermigli versione martello, sono stati gli elementi chiave per il successo dei biancorossi. Dopo un primo set vinto in volata, gli ospiti recitano lo stesso copione nel secondo, (con due ace in avvio e ben 5 match point annullati). Qualche incertezza nel terzo set non impedisce agli uomini di De Giorgi di chiudere in poco più di un’ora. Ora la situazione complessiva è di 2-1 per Trento. L’Itas puo’ riprovarci in gara -4.

Bre Banca Lannutti Cuneo-Sisley Treviso 3-1 (25-10, 25-20, 22-25, 28-26)

Successo di Cuneo per andare sul 2-1 contro la Sisley Treviso. Dopo un’ora e 41 minuti i cuneesi raggiungono il match ball della serie. Niente da fare per i veneti annientati, nei primi due set, da Grbic e compagni. Poi Treviso si è ripresa facendo suo il terzo set. Ma nel quarto, due errori di Maruotti e Fei hanno dato vita facile ai padroni di casa che, allontanato il pericolo del tie brek, attendono, a questo punto il match ball di mercoledì

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Schumi? Ci ha deluso. In Germania, la terra del Kaiser, non sembrano essere del tutto soddisfatti dal ritorno in pista del sette volte campione del mondo. Un ritorno che dopo quattro gare puzza già a mezzo fallimento. Questa l’idea dei tifosi, degli appassionati di Formula Uno, chiamati in causa dall’agenzia tedesca SID in un sondaggio. Oltre il 60% degli intervistati è stata abbastanza chiara: il ritorno in pista è stato un grande errore. Soltanto il 33,5 per cento degli intervistati ha espresso un parere positivo sulla seconda carriera del quarantunenne al volante di una Mercedes.

Il sondaggio è diventato mondiale. Dalla Germania il grande interrogativo sul ritorno del Kaiser si è spostato in ogni angolo del pianeta. Con risultato più o meno uguale. Schumacher ha sbagliato a tornare in pista, ne sono convinti quasi tutti a livello mondiale. Ma quello che fa più sorridere è il confronto con quello che doveva essere vittima del ritorno del campionissimo: Nico Rosberg. Il talento, compagno di squadra di Schumi è invece quello che sta approfittando maggiormente della pesante convivenza. Rosberg sta brillando e la luce è ancor più forte con Schumacher accanto, o meglio dietro a respirar polvere.

Arrivano i circuiti europei. Ma è proprio Nico Rosberg a “difendere” il suo compagno dai continui attacchi da stampa e tifosi. Rosberg è convinto: “Sono felice di essere rimasto davanti a Michael in questa prima fase del confronto, ma non posso sapere se durerà…”. La Mercedes crede in Schumacher ed è convinta della sua pronta crescita a partire già dai primi circuiti europei.

Impresa della Benetton Treviso, che vince sul campo della Montepaschi Siena come da quasi tre anni non era riuscito a nessun altra squadra italiana. L’ultima che ne fu capace fu la Lottomatica Roma nei playoff del 2007, allora guidata in panchina da quello stesso Jasmin Repesa che oggi allena i veneti.
Il successo della Benetton ha la firma dell’attacco ospite, capace di una giornata incredibile sia al tiro da due che da tre punti. La difesa dei toscani campioni in carica è la migliore del campionato, Treviso è riuscita a bucarla a ripetizione segnandole 99 punti, 83 solo negli ultimi tre quarti.
E’ indubbiamente qui la chiave di una partita decisa in volata, in cui Siena però non è più stata in testa dalla metà del terzo quarto in poi, rientrando al massimo fino al 93-95 a 32 secondi dalla fine con una tripla di McIntyre (21 punti), l’unico che insieme a Lavrinovic (26) sembrava poter evitare la sconfitta. Sull’attacco successivo però l’errore al tiro ha condannato Siena al secondo ko stagionale, il primo tra le mura amiche.
L’inizio della Montepaschi pareva il preludio del consueto monologo dei toscani, avanti 21-10 dopo 7′ costringendo i veneti a una marea di palle perse. Poi però la Benetton ha cominciato a far girare meglio il pallone, facendolo arrivare nelle mani giuste, oggi in particolare stato di grazia. Rientrata così sul 40-39 al 18′, Treviso ha sorpassato Siena all’inizio del secondo tempo, volando addirittura sul 52-57 al 25′ con Dixon (18 punti): da qui in poi la Montepaschi inseguirà solamente, pareggiando al massimo l’incontro in un paio di occasioni.
La nuova spinta per la Benetton arriva con Rivers (17) e Motiejunas (16), protagonisti della fuga sul 77-84 al 32′ e poi capaci di respingere ogni tentativo senese di rientrare.