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Mister Guardiola si presenta in sala stampa con molta tranquillità e con volto disteso. Un’immagine che rompe con la tensione in casa catalana alla vigilia della sfida di Champions contro l’Inter: “Siamo tranquilli. Ci siamo preparati molto bene e siamo pronti per giocarcela“. Barcellona che conosce bene il proprio potenziale e per questo l’allenatore catalano elenca chiaramente gli ingredienti indispensabili per la rimonta: “Per battere l’Inter dobbiamo tenere un ritmo di gioco molto alto. Dobbiamo giocare da Barcellona, essere noi stessi per tutti e novanta i minuti“.
“Pique voleva solo caricare…” - D’obbligo una domanda, o meglio un chiarimento sulle parole del difensore del Barcellona Pique: “Le sue parole non erano di odio o per provocare. Il giocatore voleva solo caricare l’ambiente, non erano violente“. Fatto sta che il difensore dei catalani, e non solo lui, ce la stanno mettendo tutta per surriscaldare un ambiente già più che caldo, rovente. Affermazioni che anche in Spagna sono state criticate da alcuni organi di stampa.
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In vista della super sfida contro il Barcellona, all’Inter – impegnata su tre fronti, Champions League, Scudetto e Coppa Italia – non serviva altro che una massiccia dòse di fiducia e positività. Detto fatto. Come se non bastasse il 3-1 rifilato ai blaugrana all’andata – buon punto di partenza per la sfida del Camp Nou – a dare morale alla squadra contribuisce anche la Roma che con il ko dell’Olimpico ha restituito la vetta della classifica ai nerazzurri. Buone notizie per l’insaziabile Mourinho, ma il campionato è un’altra storia e nelle prossime ore nella testa di Milito e compagni c’è il Barça e nient’altro.
A guastare la festa all’Inter portando qualche nuvola nel sereno cielo nerazzurro, sono le condizioni fisiche di Sneijder che rimane un interrogativo per il ritorno di semifinale. Il trequartista ha patito uno stiramento al retto femorale sinistro nella partita contro l’Atalanta e le possibiltà che salti il big match di mercoledì non sono poi così basse. Della sua assenza potrebbe risentirne sia il gioco che il gruppo: l’olandese è stato spesso decisivo in Europa considerato che ha firmato in Champions tre dei suoi otto gol stagionali.
Di positivo per il tecnico portoghese c’è il recupero di Pandev e Maicon, assenti contro i bergamaschi, mentre continuano a fioccare dubbi su Balotelli. Il 19enne ieri è tornato ad allenarsi ma quando si parla di lui nulla è dato per scontato.
Intanto in Liga contro lo Xerez – che di certo non fa paura come l’Inter – i padroni di casa hanno fatto le prove generali di quello che dovrà essere un attacco impeccabile. Un 2-0 è imprescindibile per volare al Bernabeu e provare a conquistare in casa del rivale di sempre, il Real, il titolo di re della Champions League, per la seconda volta di fila.
Per Guardiola sarebbe il settimo trofeo vinto sulla panchina blaugrana anche se – a differenza di Mourinho – il Barça non può sognare l’agognato triplete essendo fuori dalla Coppa del Re. In questo momento la parola d’ordine per i catalani è “Remuntada” e per ottenerla sono pronti a giocarsi veramente tutto, anche la pelle.
Inter, prendi appunti: così si ferma il grande Barca. Il piccolo Espanyol riesce infatti a frenare i cugini. I blaugrana sono forti, a volte marziani, ma non imbattibili. Questa la lezione del Cornellà El Prat, tutto dipinto di bianco e blu sugli spalti, per il divieto ai tifosi ospiti di accedere all’impianto. Nonostante i quasi 50 punti di differenza in classifica, i ‘pericos’ strappano un pari prezioso senza rubare nulla, anzi.
Agonismo, intensità, pressing continuo, buon controllo di palla e spinta sulle fasce: queste le armi che mandano in tilt un Barcellona al completo, ma forse distratto dalla Champions e dalle difficoltà logistiche di un prossimo viaggio in Italia reso ostico dalla nube vulcanica islandese. L’occasione più ghiotta del primo tempo capita sui piedi di Osvaldo, ex Bologna, la parata di Victor Valdes, con l’ausilio del palo, ha però del miracoloso.
E se la chances più grande creata dagli uomini di Guardiola è un cross sbagliato di Pedro, finito sulla traversa, allora è evidente che non sia proprio una gran giornata. Senza Iniesta, infortunato, e con il recuperato Ibrahimovic in campo solo per gli ultimi 10 minuti scarsi, il Barcellona si aggrappa alla fantasia e ai guizzi di Messi, meglio nella ripresa ma non irresistibile come altre volte. L’espulsione di Dani Alves poi complica le cose.
L’imbattibilità casalinga dell’Espanyol sale così a 10 turni. Pochettino, il tecnico, può esultare, un po’ meno Guardiola che comunque rimane in testa. Mourinho, come al solito, avrà preso appunti e chissà, forse, anche l’ispirazione.
Sportitalia




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