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Impresa della Benetton Treviso, che vince sul campo della Montepaschi Siena come da quasi tre anni non era riuscito a nessun altra squadra italiana. L’ultima che ne fu capace fu la Lottomatica Roma nei playoff del 2007, allora guidata in panchina da quello stesso Jasmin Repesa che oggi allena i veneti.
Il successo della Benetton ha la firma dell’attacco ospite, capace di una giornata incredibile sia al tiro da due che da tre punti. La difesa dei toscani campioni in carica è la migliore del campionato, Treviso è riuscita a bucarla a ripetizione segnandole 99 punti, 83 solo negli ultimi tre quarti.
E’ indubbiamente qui la chiave di una partita decisa in volata, in cui Siena però non è più stata in testa dalla metà del terzo quarto in poi, rientrando al massimo fino al 93-95 a 32 secondi dalla fine con una tripla di McIntyre (21 punti), l’unico che insieme a Lavrinovic (26) sembrava poter evitare la sconfitta. Sull’attacco successivo però l’errore al tiro ha condannato Siena al secondo ko stagionale, il primo tra le mura amiche.
L’inizio della Montepaschi pareva il preludio del consueto monologo dei toscani, avanti 21-10 dopo 7′ costringendo i veneti a una marea di palle perse. Poi però la Benetton ha cominciato a far girare meglio il pallone, facendolo arrivare nelle mani giuste, oggi in particolare stato di grazia. Rientrata così sul 40-39 al 18′, Treviso ha sorpassato Siena all’inizio del secondo tempo, volando addirittura sul 52-57 al 25′ con Dixon (18 punti): da qui in poi la Montepaschi inseguirà solamente, pareggiando al massimo l’incontro in un paio di occasioni.
La nuova spinta per la Benetton arriva con Rivers (17) e Motiejunas (16), protagonisti della fuga sul 77-84 al 32′ e poi capaci di respingere ogni tentativo senese di rientrare.
Wade e LeBron strepitosi
Cleveland supera Chicago in gara 4 del primo turno dei play off del campionato Nba di basket e si porta sul 3-1: strepitosa la prova di Lebron James che ha chiuso l’incontro con uno score personale di 37 punti, 12 rimbalzi e 11 assist. Nelle fila di Chicago, non sono bastati i 21 punti a testa di Derrick Rose e Joakim Noah. Ora i Bulls rischiano la seconda eliminazione al primo turno consecutiva. Negli altri incontri, vittoria sofferta per San Antonio contro Dallas, con gli Spurs che si portano sul 3-1.
Miami supera Boston grazie a Dwyane Wade che con una prestazione da 46 punti, record-franchigia per i playoff, ha permesso agli Heat di evitare l’eliminazione e di vincere gara 4 101 a 92. I ora sono Celtics sono sul 3-1. Vittoria anche di Utah contro Denver con i Jazz in vantaggio anche loro per 3-1. – Risultati (si gioca al meglio delle sette partite): Conference Est Miami-Boston 101-92 (Boston 3-1) Chicago-Cleveland 98-121 (Cleveland 3-1) Conference Ovest San Antonio-Dallas 92-89 (San Antonio 3-1) Utah-Denver 117-106 (Utah 3-1).
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CHICAGO BULLS-CLEVELAND CAVS 108-106
Altro che serie da 4-0, quella tra Cleveland e Chicago rischia di diventare una battaglia più lunga: in gara 3 infatti i Bulls s’impongono allo United Center, accorciando sull’1-2. Una gara a cui i padroni di casa fanno subito vedere di tenere molto: lo dimostra il 32-21 del primo quarto, e un vantaggio di circa 10-11 lunghezze (incrementato sino al +21 nel terzo) mantenuto sino al quarto decisivo. LeBron James firma 39 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, ma né lui (13 punti arrivano nel quarto periodo) né Mo Williams (sua la bomba della speranza a 3.8 secondi dalla sirena) non riescono a ricucire il gap. Luol Deng fissa il punteggio dalla lunetta, e il tiro “at the buzzer” di Anthony Parker non è fortunato. Hinrich chiude con 27 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, meglio di lui fa Derrick Rose (31 e 7 assist), che si esalta al grido “MVP, MVP”.
OKLAHOMA CITY THUNDER-LOS ANGELES LAKERS 101-96
Se i Cavs piangono, i Lakers non ridono: anche Kobe vede allungarsi la sua serie contro i Thunder, bravi ad appropriarsi di gara-3 per 101-96. “Largo ai giovani”, verrebbe da dire con Kevin Durant (21 anni) e Russell Westbrook (pure) protagonisti di prestazioni da circolino rosso: 29 punti e 19 rimbalzi il primo, 27, con 11/21, e 8 rimbalzi il secondo. Non solo, Durant si mette in testa di difendere sul serio sul Mamba gialloviola, tenuto a 24 punti (superato Jerry West per il record di franchigia nei playoff), mentre Pau Gasol non va oltre 17 punti e 15 rimbalzi. “Ha fatto un bel lavoro su di me – ha ammesso Bryant, parlando della marcatura di Durant nei suoi confronti – davvero non me lo aspettavo”. Il 2/12 degli ultimi 12 minuti di gara ne è testimone, anche se a 13.5 secondi dal termine i Lakers sono a -2 (98-96) proprio dopo un layup di Kobe. Farmar prova il miracolo, che non arriva; e la serie si allunga.
PORTLAND TRAIL BLAZERS-PHOENIX SUNS 89-108
I Suns si portano avanti contro i Trail Blazers: al Rose Garden contro Portland non c’è mai storia, con Phoenix a fare subito la voce grossa (34-16 nel primo quarto), in flessione solamente nel terzo periodo (15-23 il parziale), ma mai in sofferenza. Un nome su tutti? Quello di Jason Richardson, autore di otto canestri dalla lunga distanza, per un totale di 42 punti, suo record a livello di post-season. Il suo 13/19 al tiro porta i Suns a un vantaggio che arriva anche a 31 lunghezze, per chiudere poi sul 108-89; 20 punti di Stoudemire, 13 (con 10 assist) di Nash fanno il resto. LaMarcus Aldridge (17) risulta il miglior marcatore di Portland, che sbaglia tantissimo, soprattutto dalla linea della carità (16/28) e ha solo 11 punti da Andre Miller, dominatore di gara-1. Suns avanti 2-1, le gerarchie sono ripristinate.
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REAL MADRID-BARCELLONA 73-84 (il Barcellona guida la serie 2-1)
La vendetta non va gustata fredda… va gustata immediatamente, in particolar modo in una serie al meglio delle 5 partite. Dopo l’impresa del Real Madrid in gara-2, che riesce per la prima volta in stagione a battere i blaugrana in trasferta dopo 3 ko consecutivi, il Barça risponde con prepotenza, conquistando al Palacio Vistalegre una vittoria ben più concreta di quanto possa lasciar pensare il punteggio finale. Dopo un effimero vantaggio merengue nei minuti iniziali, il Barcellona piazza un parziale di 15-0 per incanalare seriamente la partita sui propri binari e, trascinata da Lakovic e N’Dong, affonda la lama nel secondo quarto dilagando anche sul +23 (Real doppiato sul 23-46). Madrid risponde con un mini-parziale di 8-0 a ridosso dell’intervallo, cerca faticosamente di rientrare nel terzo quarto aggrappandosi all’efficacia di Ante Tomic (23 punti, 11/13 dal campo), tocca anche il -7 (54-61) con un fiammata di Llull (11 punti) nel quarto periodo, ma non ha la forza necessaria per andare oltre. Navarro (spaziale e a tratti quasi irritante per la difesa con una prova all-around da 24 punti), Lakovic e Mickael rispediscono il Real sul -15 e, da lì, torna la notte fonda.
PROKOM-OLYMPIACOS 81-78 (l’Olympiacos guida la serie 2-1)
Ancora tutto contro pronostico… e questa volta si fa sul serio. Dopo la vittoria sfiorata in gara-2 ad Atene, i polacchi piazzano la prima firma sulla serie rientrando prepotentemente sull’1-2: protagonisti della magica serata in quel di Gdynia sono un ispiratissimo Daniel Ewing (18 punti), un solido e continuo Qyntel Woods, che sembra sempre più aver trovato la propria dimensione in maglia giallo-nera (18 anche per lui) e un Logan spaziale nel primo quarto e decisivo nel finale con il canestro della staffa (15 punti per l’ex-playmaker di Pavia). L’Olympiacos, che frana malamente subendo un parzialone di 20-5 all’inizio del secondo periodo, comincia una lenta rimonta nel terzo periodo con le giocate di Vujcic (13 punti) e Teodosic, che prosegue nella sua serie di altissima qualità con 12 punti e 9 assist, si riavvicina fino al -4 con un paio di fiammate di Childress (20 punti), trova un -2 insperato con una tripla di Kleiza in transizione (78-76), ma è poi Logan a realizzare un canestro incredibile nel traffico e a stoppare il disperato tentativo dall’arco dello stesso Kleiza sulla sirena per sigillare la vittoria.
CAJA LABORAL-CSKA MOSCA 66-53 (il Cska guida la serie 2-1)
Così come l’Olympiacos, anche il Cska manca il colpo del ko perdendo la prima gara della serie giocata a Vitoria contro un Caja Laboral rogonoso ma efficace. Gli spagnoli aprono con un parziale di 8-0 costruito sulle giocate di Splitter (15 punti e 7 rimbalzi), il Cska prova a rispondere con Holden e Khryapa (top scorer con soli 9 punti), ma Vitoria vola via a cavallo fra secondo e terzo quarto ancora con Splitter e English. Una fiammata di Vorontsevich riporta il Cska a -1 (42-41 al 30’), ma il quarto periodo è tutto dei padroni di casa, che piazzano in avvio un parziale decisivo di 9-0 guidato da Walter Hermann (10 punti): saranno poi Teletovic e San Emeterio a respingere gli ultimi tentativi di rientro dei russi. Il Cska indossava un fiocco nero sulla casacca in memoria delle vittime dell’attentato nella metropolitana di Mosca.
PARTIZAN-MACCABI 81-73 (il Partizan guida la serie 2-1)
E per l’ennesima volta lo scriviamo: la favola Partizan continua, e il lieto fine, adesso, dista soltanto una vittoria. All’interno di un’Arena di Belgrado gremita in ogni ordine di posto (quasi 21.000 spettatori, “abbandonata” per l’occasione la più piccola Hala Pionir), la formazione serba controlla la partita sin dalle prime battute costruendo un vantaggio in doppia cifra già all’intervallo lungo (47-34, +13): nella ripresa basta soltanto gestire, e il Maccabi si trova ora nella difficilissima situazione di dover necessariamente espugnare la capitale slava giovedì prossimo per poi giocarsi nuovamente tutto nella “bella” a Tel Aviv. In casa Partizan spiccano i 18 punti di McCalebb e i 16 con 7 rimbalzi di Maric, mentre Dusan Kecman, dopo l’exploit da 29 punti in gara-2, si ferma a quota 6. Per il Maccabi, che tira malissimo dal campo (39% da due, 39% da tre) ci sono 13 punti con un rivedibile 3/9 per Alan Anderson e 11 a testa per Eidson e Fischer.
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SCAVOLINI PESARO-ARMANI JEANS MILANO 83-77
C’è sempre tempo per una rivincita e Pesaro lo trova nel posticipo dell’ottava giornata di ritorno battendo Milano in casa. E così l’Adriatic Arena festeggia il ritorno alla vittoria dei propri beniamini con un successo che mancava dalla quarta giornata di ritorno, quando la squadra marchigiana vinse in casa di Cantù 93-81. Da lì in poi una serie di sconfitte, compresa quella casalinga nella scorsa giornata contro Montegranaro (89-93) mentre Milano vinceva contro Teramo. Il fattore campo questa volta per i marchigiani si fa sentire e, dopo un avvio di gara equilibrato, che vede al termine del primo quarto Milano avanti di un punto, la squadra di Dalmonte prendere il largo. Così, a metà gara, Pesaro è avanti 47-39 e il divario si mantiene inalterato, anzi aumenta fino alla fine del terzo quarto (63-50). Nell’ultima frazione di gara le Scarpette Rosse crescono, ma non abbastanza per ritornare in pari. I padroni di casa possono essere soddisfatti della buona prestazione corale, con ben cinque giocatori in doppia cifra (di cui il migliore è Green Margues con 18 punti, 4 rimbalzi e 5 assist), mentre Milano si affida apertamente a Massimo Bulleri, il top scorer della gara con 20 punti, 2 rimbalzi, 6 assist e una percentuale impeccabile sia da tre (2/2), sia dalla lunetta (8/8) in 24′ di gioco.
MONTEPASCHI SIENA-AIR AVELLINO 91-74
Cancellare la sconfitta della scorsa domenica contro Roma, la prima in campionato e la prima in Italia dopo una lunghissima serie di 41 vittorie consecutive: un imperativo facile facile riempiva la lavagnetta di Pianigiani. All’andata Avellino-Siena era la sfida fra le prime due della classe, ora i rapporti di forza si sono decisamente modificati, con l’Air scivolata al settimo posto in classifica e impantanata in un periodo poco entusiasmante con tre sconfitte nelle ultime quattro uscite. Dopo un primo tempo equilibrato e un fugace vantaggio avellinese in avvio, Siena piazza il primo tentativo di allungo all’inizio del secondo quarto con le triple di Hawkins (22 punti) e Lavrinovic (29-20, poi 35-27): Lauwers e Troutman provano a rispondere, ma un “Falco” incontenibile e Sato mantengono un cuscinetto di margine rassicurante all’intervallo (43-34, +9). A inizio ripresa Hawkins e Zisis (17 punti, 7 rimbalzi e 4 assist) colpiscono ancora dall’arco per scrivere il +14 (50-36) ma Avellino resiste, rientrando anche fino al -7 con i canestri di Brown e Troutman; Siena mantiene il piede ben saldo sull’acceleratore, e cavalcando un Lavrinovic caldissimo (16 punti con 6/9 al tiro e 6 rimbalzi in uscita dalla panchina), assesta la coltellata definitiva nelle battute iniziali del quarto periodo.
NGC CANTU’-LOTTOMATICA ROMA 79-61
Da splendida a terrificante in soli sette giorni: Roma si conferma estremamente camaleontica all’interno di una stagione infarcita di incertezze e segnali contrastanti, e dopo l’impresa della scorsa domenica contro Siena, si ritrova malamente surclassata in ogni ambito del gioco sul parquet di un Pianella che festeggia l’ennesima vittima illustre della stagione. Senza idee in attacco, morbida in difesa, psicologicamente piatta, priva di un gioco corale e dello spirito di squadra mostrato contro Siena, Roma affonda presto sotto gli artigli di una Cantù estremamente cinica e aggressiva: Leunen (14) e Micov (13), schierato in quintetto per sostituire l’assente Markoishvili (distorsione alla caviglia), spiegano pallacanestro, ben sorretti da un Mazzarino implacabile dall’arco (18, 4/4 da tre): Cantù parte tirando 7/11 dalla lunga distanza, mentre Roma cozza a ripetizione il capo contro l’insuperabile muro difensivo biancoblu perdendosi in individualismi e azioni strascicate senza costrutto al 24″ (34% al tiro per la Lottomatica all’intervallo). Un Lydeka aggressivo trascina la NGC sul +17 a inizio ripresa (47-30) e costringe Boniciolli a rifugiarsi nella zona (prima 3-2, poi 1-3-1), ma Cantù, nonostante un momento di appannamento iniziale, reagisce bene ai tatticismi dell’ex-coach di Avellino: Roma si arrampica faticosamente fino al -11 sfruttando un paio di rimbalzi offensivi, ma Green e Mazzarino la rispediscono presto nell’oblio. Jaaber chiude anticipatamente con cinque falli e un tecnico per proteste, perfetta fotografia di una Roma tornata ranocchio dopo una settimana da principessa.
PEPSI CASERTA-CANADIAN SOLAR BOLOGNA 67-74
Se escludiamo l’ovvio successo contro gli Under di Rieti vestiti con le canotte biancazzurre di Napoli, Caserta ha perso le ultime tre partite casalinghe. E la classifica, ora, parla chiaro. Con un Koponen da 21 punti, un Fajardo spettacolare su entrambe le metacampo (15 punti e difesa da manuale) e un Moss extra-lusso nonostante i problemi fisici che lo hanno limitato nell’ultimo periodo (6 punti, 7 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate, 2 recuperi) Bologna conquista una splendida vittoria corsara al PalaMaggiò, fatta di corsa, cuore, difesa e fatica, tutte caratteristiche che ben si associano al nome di Lino Lardo. Caserta paga invece il rovescio della medaglia del gioco che l’ha caratterizzata finora come grande rivelazione del campionato: se entra, il tiro da tre è devastante, ma se non va, è terribilmente controproducente, e il 12/38 (31%) fotografa egregiamente la sconfitta. Si parte su ritmi alti, come vuole Caserta e non Bologna, ma la squadra di Lardo regge benissimo nella metacampo difensiva, e con un ottimo Koponen chiude il primo quarto in vantaggio: la prima tripla bianconera griffata Vukcevic lancia la Virtus sul +8 alla metà del secondo periodo (20-28), ma Caserta rientra con le triple di Doornekamp e Di Bella fino al 35-36 all’intervallo. La Pepsi continua a girare a mille a inizio ripresa, e con un parziale di 10-0 sembra poter ben incanalare l’inerzia della partita (45-36), ma Bologna frena con la zona la macchina offensiva avversaria e si riavvicina con Koponen e Collins (47-45): Caserta si affida a un gioco esclusivamente perimetrale, Jones (17 punti) si inventa un paio di canestri d’autore, ma Fajardo sale inaspettatamente sul palcoscenico piazzando 11 punti consecutivi e girando parecchie viti difensive in collaborazione con un Moss da meraviglia. Bologna rimette la testa avanti con i canestri dello spagnolo (58-61), lucra sulle spingardate di un Ere irriconoscibile (2/13 al tiro) e azzanna con una tripla di Moss in transizione (60-68 a 2’13″ dalla sirena): Koponen amministra il vantaggio dalla lunetta nel finale senza riuscire, però, a ribaltare la scontro diretto (-12 all’andata) che resta saldamente in mano casertana… magra consolazione.
SIGMA COATINGS MONTEGRANARO-VANOLI CREMONA 91-72
Complice il ko della Pepsi, Montegranaro resta sola all’inseguimento di Siena archiviando il decimo successo consecutivo ai danni della Vanoli. La Sigma cerca il primo allungo nel finale del secondo periodo (53-46) sfruttando una strepitosa percentuale dall’arco, e si invola nel terzo quarto sotterrando la formazione di Caja sotto un pesantissimo parziale di 22-9. Alla fine ci saranno 15 punti di Maestranzi, 13 di Ivanov e 11 di Cavaliero; su sponda opposta 24 di Troy Bell, in campo per gli interi 40 minuti.
CARIFE FERRARA-CIMBERIO VARESE 77-60
La ditta Spinelli-Ford funziona, Jackson si inventa anche rimbalzista e Ferrara archivia la terza vittoria consecutiva inguaiando ora pesantemente la Scavolini, rimasta penultima in attesa di giocare il posticipo lunedì contro l’AJ. L’ex playmaker di Napoli realizza 17 punti, Ford ne aggiunge altrettanti con 14 rimbalzi e, dopo un primo tempo equilibrato (35-31), Ferrara schiaccia l’acceleratore nella ripresa ridisegnando nuovamente gli scenari per la corsa alla salvezza. Varese, che perde la quarta partita nelle ultime 5 uscite, resta pericolosamente ai margini della zona rossa: non basta l’eroico Galanda da 14 punti e 6 rimbalzi.
BANCATERCAS TERAMO-ANGELICO BIELLA 78-71
Otto sconfitte nelle ultime nove partite: il ritmo è da retrocessione, e Biella deve ringraziare soltanto il positivo avvio di stagione se può vantare ancora qualche punto di margine sul penultimo posto in classifica. Teramo resiste con il lavoro di Young (20 punti) alla sfuriata di Aradori (17) nel primo tempo, e allunga all’inizio della ripresa con Amoroso e Diener (14 per entrambi): la squadra di Capobianco risale al decimo posto in classifica e torna a respirare aria più salubre.
BENETTON TREVISO-NSB NAPOLI 169-29
Il campionato della derelitta RietiNapoli prosegue con continui aggiornamenti dei massimi scarti in Serie A: dopo il -126 della scorsa settimana subito a Ferrara, i ragazzi di coach Pasquini rientrano alla base dal Palaverde di Treviso con un imbarazzante -140 sul groppone. La sfortuna nella sfortuna per gli Under di Rieti è aver trovato una Benetton in crisi nera dopo le tre sconfitte consecutive che l’hanno allontanata dalla zona playoff: gli uomini di Repesa non fanno sconti e concedono soltanto 7 punti agli avversari nei due quarti centrali. Tra i vari futili season-high, ci sono quelli di Motiejunas (32 e 21 rimbalzi), Fabi (31) e Sandri (29); su sponda opposta 12 di Ciavarroni sui 29 totali, record negativo della stagione che peggiora il precedente 37.
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