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Archivio per la tag 'biaggi'

La Honda ad Assen gioca in casa. Il team Ten Kate ha sede a Nieuwleusen, a una cinquantina di chilometri dal tracciato olandese, e il fatto di essere l’unica scuderia ad aver girato sulla nuova pista (la variante “Ruskenhoek” che unisce la parte nuova con quella vecchia del tracciato è stata rinnovata) ha portato i suoi frutti consegnando la prima Superpole della carriera a Jonathan Rea.

Il pilota nord-irlandese ha fermato il tempo sul 1’34″944, nuovo record del circuito (quasi tre secondi in meno rispetto al crono fatto segnare da Spies lo scorso anno) precedendo il velocissimo Jakub Smrz, che ha girato più lento di soli 118 millesimi. Il pilota ceco della Ducati PATA B&G aveva già chiuso al comando le prime prove ufficiali ed è riuscito a mettersi alle spalle uno scatenato Tory Corser: la BMW dell’australiano ha accusato un ritardo di soli 362 millesimi confermando i progressi dopo il podio sfiorato due settimane fa a Valencia.

Dietro il due volte campione del mondo si piazza il leader del campionato Leon Haslam su Suzuki. Ad aprire la seconda fila Leon Camier con l’Aprilia, in una giornata in cui il compagno Max Biaggi ha avuto difficoltà con la quattro cilindri di Noale, chiuendo in undicesima posizione anche a causa del “traffico” in pista durante l’ultimo giro a disposizione.

Dietro il campione in carica del BSB si piazza la coppia Ducati Althea Racing composta da Carlos Checa e Shane Byrne, davanti a Michel Fabrizio, il pilota ufficiale della casa di Borgo Panigale che deve fare i conti anche con la delusione di Noriyuki Haga, solo quindicesimo.

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Ci si aspettava di più anche dai due centauri ufficiali Yamaha: Cal Crutchlow e James Toseland apriranno la terza fila, chiusa dall’altra BMW di Ruben Xaus che precede la Suzuki di Guintoli e la prima Kawasaki di Sykes. Ennesima caduta per il rientrante Chris Vermeulen, 19esimo e protagonista di un high-side nel Q1 con la sua ZX-10R. Il nuovo acquisto della Honda, Max Neukirchner, chiude 16esimo davanti alle Ducati di Luca Scassa e Lorenzo Lanzi. Penultimo sullo schieramento Matteo Baiocco.

Leon Haslam adeso fa paura. Il britannico è realmente la sorpresa di questo inizio stagione del Mondiale Superbike, con un’altra dimostrazione di forza anche sul tortuoso e impegnativo tracciato di Valencia.

Al Ricardo Tormo il britannico ha sfruttato bene non solo la partenza e l’errore clamoroso di Checa, che dopo aver duellato con un ottimo Troy Corser ha compromesso un bell’inizio con un’uscita di pista, ma ha ribadito l’ottimo potenziale della sua Suzuki GSX -R1000 piazzandosi davanti ai diretti avversari già da inizio sessione.

Se Haslam sorride, Max Biaggi è soddisfatto a metà della sua prestazione, nonostante l’ottimo secondo posto che lo matiene in scia al britannico in campionato e un’altra convicente prestazione della sua Aprilia.
Il ‘Corsaro’ ha perso troppo tempo dietro la Yamaha del ritrovato James Toseland, che gli ha fatto sudare la piazza d’onore prima di cedere la poszione a poche tornate dal termine. Il ritmo del ‘Corsaro’ è stato sempre ottimo e sul finale di gara ha dato l’imperssione di aver potuto vincere a tu per tu con Haslam. L’inizo gara però non è stato proprio all’altezza, condito con qualche errore di troppo su alcuni tornanti che gli hanno poi compromettesso la lotta per il primo posto.

Tra le note positive di giornata una BMW finalmente competitiva. La S1000-RR di Corser è riuscita a dettare legge nelle prime fasi, fino a quando il ‘coccodrillo australiano’ forse per un piccolo problema iniziasse a perdere terreno. Nonostante tutto l’ex campione del mondo è riuscito a contenere uno scatenato Noriyuki Haga, che dopo la brillante prestazione nel Warm up, con la sua Ducati ha avuto le condizioni per risalire diverse posizioni (dopo la disastrosa Superpole di ieri), è sul finale ha sfiorato anche la quarta posizione con un pregevole sorpasso sul pilota della casa bavarese senza poi poter contenere la risposta dell’australiano.

Diverse le sorti dell’altro pilota di punta di Borgo Panigale, Michel Fabrizio, caduto rivinosamente nelle prime fasi di gara assieme all’altro ducatista Byrne (dopo quella clamorosa di Chcea). Una conicidenza preoccupante per i centauri dela 1198, e il romano ha poi lamentato anche un problema all’anteriore della propria Rossa, che lo ha proiettato sulla ghiaia senza rendersene conto.

Il poleman Crutchlow, non proprio un fulmine in partenza, alla fine ha chiuso con il settimo posto dietro il pilota Honda Jonathan Rea, beffato nelle fasi finali proprio dallo scatenato Haga. Per quanto riguarda gli altri italiani: Scassa ha ottenuto il 14/o posto, Baiocco 17/o.

Gara 2 – La Ducati torna a brillare grazie a una prestazioen da anotlogia di Noriyuki Haga, che dopo al bella prova nella priam manche, sfodera tempi da assoluto campione nella seconda sessione battendo non solo i suoi avversari ma anche il tempo. Dopo uan brillante partenza del solito Biaggi e una brevvissima priam fase col corsaro pressato e poi sorpassato da un indemoniato Carlos Checa, un grave incidente di Simon Andrews (Kawasaki) sul rettilineo principale del ricardo Tormo, in cui rimane anche contuso Vittorio Iannuzzo, interrompe per una mezz’ora circa la gara. Fortunatamente i piloti non riportano serie conseguenze, con solo un grande spavento per l’intero gruppo mondiale.

Dopo la copertura di un alunga chiazza d’olio sul punto più veloce dela pista, i commissari riaprono la sessioen che vede di nuovo protagonista il solito Biaggi, fulmineo con al sua RSV-4 in partenza. Il corsaro è seguito come un ombra dal gioavne compagno di squadra Camier, ma nel conteggio dei tempi, risultat semopre Carlos Checa, considerando al priam fase.

Il romano combatte e tenta di prendere il largo, mentre Checa ritorna combattivo e impensierisce ancora il romano, sino a quando Biaggi è costretto a cedere in un primo momento sia a Camier (poi ritiratosi) sia a Checa. Il ‘corsaro’ ha comuqnue una marcia in più e recupera, ma il vero protagonista è certamente Haga che iniza a dettare legge assecondato finalmente dalla sua 1198. Il giapponese pennella sulla pista una prestazione da fuoriclasse, permettendosi quasi di scherzare col cronometro, che tiene in un soffio Biaggi Checa e il ducatista.

Solo il traguardo e il tempo sono giudici della gara, fino a quando il giapponese compie d’autorità un ultimo giro magistrale e festeggia la sua prima vittoria stagionale, riportando in vetta la Ducati. Un successo comunque tra luci e ombre, visto l’altro ritiro di Fabrizio che non scorderà facilmente questo disastroso fine settimana spagnolo.

Il leader di classifica Haslam si è difeso questa volta, chiudendo con un discreto quarto posto che lo mantiene agevolmente in testa alla generale a quota 123. Biaggi è comuqnue a ruota con 105 punti seguito da Checa a 80 e Haga a 79, che inzia la sua stagione da Valencia portando la casa di Borgo Panigale al secondo posto in classifica (107 punti) a sole 16 lunghezze dalla Suzuki.

Max Biaggi torna da Portimao con la consapevolezza di potersi giocare il titolo. Due vittorie nette, conquistate in bagarre e con l’autorevolezza che lo aveva contraddistinto ai tempi migliori. Sfruttando alla perfezione il grande motore della sua Aprilia, il romano è riuscito a contenere gli attacchi di Haslam. Il fantino della Suzuki Alstare ha disputato due ottime manche dimostrando una grande maturità: ha fatto tutto quello che ha potuto per insidiare Biaggi, ma ha capito che sta volta non c’era niente da fare e si è accontentato di due ottimi secondi posti. Punti pesanti che adesso gli regalano la leadership nel mondiale con sedici punti di vantaggio proprio sul romano di casa Aprilia.

La regolarità premia anche Carlos Checa che con due quarti posti si ritrova al terzo posto nel mondiale. Il pilota del team Althea ha fatto due gare intelligenti sempre a ridosso dei primi ma senza riuscire a salire sul podio. Podio che è arrivato in gara uno per Rea grazie ad un errore di Crutchlow che lo ha conquistato in gara due, dove l’alfiere della Honda Ten kate è stato costretto al ritiro per un problema al motore. Grande delusione per la squadra ufficiale Ducati.

Dopo la debacle in prova la squadra bolognese ha confermato di non essere al top a Portimao con due gare opache sia per Haga che per Fabrizio. Il giapponese ha chiuso con due ottavi posti che non sono i risultati che ci si aspettano da un pretendente al titolo. Adesso Nory ha quarantadue punti di distanza in classifica, non sono pochi. A Fabrizio è andata anche peggio. La carenza di grip sull’anteriore lo ha portato a chiudere con due deludenti undicesimi posti. Per lui il quarto posto in classifica generale con trentanove punti di distacco dal leader Haslam.

A completare la buona prestazione Aprilia arrivano anche i risultati di Camier che chiude con due quinti posti. Il giovane inglese è veloce e si sta ambientando in sella alla quattro cilindri veneta. Ancora prestazioni opache per la BMW, che domina in STK con Badovini, ma in SBK raccoglie poco dopo avvi promettenti. Corser chiude nono e decimo dopo essere stato a lungo con i primi, mentre Xaus termina decimo e dodicesimo. In risalita le azioni di James Toseland che, malgrado le non ottimali condizini fisiche, chiude con un settimo e un sesto posto che fanno morale in vista della prossima tappa a Valencia.

Parlando degli italiani, detto di Biaggi e Fabrizio, buona la prestazione di Lanzi due volte a punti (dodicesimo e quattordicesimo) e sicuramente positivo il debutto di Scassa con la Ducati. Malgrado l’aretino non abbia raccolto punti (un problema in partenza in gara uno e un sedicesimo in gara due) ha fatto vedere una buona velocità specialmente considerando i pochi test svolti. Un sedicesimo posto e un ritiro per Iannuzzo e due piazzamenti fuori dalla zona punti per Baiocco.

In Supersport vittoria per Sofoglu davanti a Lascorz e ad un ottimo Michele Pirro che conquista il suo primo podio di carriera in SS.

Prossimo appuntamento con il mondiale SBK l’11 aprile sulla pista di Valencia.

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Emozioni a non finire nella seconda sessione di qualifiche del Gran Premio del Portogallo, secondo round del mondiale Superbike. Ben cinque piloti sono racchiusi in un fazzoletto di 50 millesimi, quindici in un secondo. La migliore prestazione è stata ottenuta a sorpresa dalla Ducati del team Pata B&G Racing di Jakub Smrz in 1’43”003, stesso rilievo cronometrico ottenuto pochi istanti dopo dall’Aprilia di un Max Biaggi particolarmente in forma a Portimao.

Terzo, a soli 7 millesimi, la Ducati Xerox di Michel Fabrizio, che ha preceduto di 27 millesimi la Suzuki di Leon Haslam e di 43 la Honda del team Ten Kate di Jonathan Rea. Si conferma velocissimo anche Carlos Checa, che ha portato la sua Ducati privata del team Althea al sesto posto a 112 millesimi da Smrz. Settimo tempo per la prima delle Yamaha del team Sterilgarda, quella di James Toseland che ha accusato un ritardo dalla vetta di 317 millesimi. Il compagno di squadra Cal Crutchlow ha accusato problemi tecnici e si è qualificato per la Superpole con il 14esimo tempo.

Lievi progressi rispetto al turno precedente per Noriyuki Haga, che ha piazzato la sua Ducati Xerox all’ottavo posto (+0.415) davanti alla sorprendente Kawasaki di Tom Sykes e alla Bmw di Troy Corser. Lotteranno per la Superpole anche Lorenzo Lanzi, 16esimo con la sua Ducati del team DFX Corse, e Luca Scassa, 17° all’esordio con la Ducati del Supersonic Racing Team. Ventiduesimo e ventesimo tempo per Matteo Baiocco (Kawasaki team Perdecini) e Vittorio Iannuzzo (S.C.I. Honda Garvie Image).