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Archivio per la tag 'cancellara'

Le mani sul caschetto, poi le dita che segnano con orgoglio la schiena e la maglia rossocrociata di campione elvetico, quindi il pugno al cielo a mostrare una soddisfazione tenuta nascosta per quasi cinquanta chilometri: una misura che Fabian Cancellara, vincitore della Parigi-Roubaix 2010, percorre interamente da solo, con un passo da cronometro sul pavé della terza Classica del Nord. Nessuno gli sta dietro; nessuno quasi si azzarda a farlo…

La parte centrale della corsa è un continuo punzecchiarsi da parte dei due grandi favoriti di giornata, Cancellara (ovviamente) e Tom Boonen: il campione del Belgio, semplicemente ferito al Giro delle Fiandre dove ha chiuso al secondo posto, è “colpito a morte” in occasione della sua Roubaix, una corsa che il campione del Belgio ha già vinto tre volte, le ultime due di fila, e che nell’edizione numero 108 avrebbe tanto voluto centrare lo storico poker.

Siamo a circa 50 km dall’arrivo quando Cancellara decide di andarsene da solo, evidentemente stanco delle continue accelerazioni in testa al gruppo che servono solo a spezzare il ritmo della corsa. “Meglio da solo”, deve aver pensato Spartacus, che ha preso e se ne è andato in solitaria. Presa la testa della corsa, il diretto di Berna non l’ha più mollata: Boonen, accortosi che quello era il momento chiave della corsa, ha provato a seguirlo, ma ormai lo svizzero era partito verso il suo secondo successo alla Parigi-Roubaix.

Un vantaggio che aumenta sempre più e la sensazione sempre più netta che le sue gambe siano pistoni rivestiti di carne umana danno la dimensione della classe di questo corridore che entra nel velomodro da campione, saluta e riceve applausi, quindi taglia il traguardo e si accascia sulla sua bicicletta. Ah, ma allora è stacco: beh, questa è una bella consolazione. Pensavamo fosse un cyborg…

Secondo è il velocista della Cervelo, Thor Hushovd, che batte nello sprint degli umani l’argentino Flecha (che lo applaude polemico perchè il norvegese non ha mai tirato…). Quinto è Boonen, il vero sconfitto di giornata, mentre Filippo Pozzato, il migliore degli italiani, chiude in settima posizione la corsa che lo scorso anno lo aveva visto secondo alle spalle proprio di Boonen. Comunque un buon risultato se si pensa che il campione azzurro non era stato bene durante la scorsa settimana e che, proprio per questo aveva dovuto saltare il Giro delle Fiandre.

Doveva essere un duello tra titani, dove i due titani, grandissimi favoriti della vigilia, erano il fiammingo Boonen e lo svizzero Cancellara. Il duello si è consumato, sulla vetta di quel Muro di Grammont che è il simbolo di questa meravigliosa corsa, il Giro delle Fiandre. Un duello dal quale esce con le ossa rotte Boonen e che incorona invece Fabian Cancellara quale Gigante delle Fiandre. Una Ronde che Spartacus ha vinto alla sua gladiatoria maniera. Demolendo avversari e strada, prima di presentarsi all’arrivo in beata solitudine. 87 anni dopo Suter uno svizzero torna dunque nell’Albo d’oro della corsa più amata dai fiamminghi. Nella quale dunque Boonen ha patito una delle più cocenti, in carriera, sconfitte.

FUGA A 8 PRIMA CHE SCOPPI LA BAGARRE – La fuga a 8 che vede tra i suoi animatori anche un italiano, Michele Merlo, si spegne naturalmente quando sono stati percorsi 200 km e poco più di 60 ne mancano al traguardo di Meerbeke. Sul Kwaremont e ancor più sul Koppenberg ci sono state, poco prima, le prime scremature e i primi ritiri. Compreso quello di Bennati, afflitto da dolori al tendine d’Achille. La Saxo Bank ha saggiato, con un guizzo di Breschel sul Paterberg e Cancellara bello al coperto, la condizione di Boonen, sulla carta il grande favorito della vigilia, assieme a Cancellara. Il responso è che Boonen, in un attimo sulla ruota di Breschel, sta alla grande.

CANCELLARA TRASCINA CON SE BOONEN – Sta alla grande anche Cancellara, però. Lo aveva detto senza falsa modestia nelle tesissime ore della vigilia e lo si capisce in maniera equivocabile sul Molenberg, dalla sua cima al traguardo altri 45 km. E’ lì che Cancellara apre il gas alla sua maniera e il solo Boonen resiste al forcing, mentre il plotone dei primi inseguitori vede al suo interno anche un pimpante Armstrong, affacciatosi poco prima, su un drittone in pavè, in testa al gruppo. Soli soletti là davanti, i due titani della vigilia, Boonen e Cancellara, si guardano un attimo. E in un attimo trovano l’intesa. Spinge un pò lo svizzero e un pò il fiammingo, in 10 km, quando prima di Meerbeke ce ne sono ancora 35, il vantaggio del duo di testa è di 26 secondi. Millar si getta da solo all’inseguimento, piombano su di lui anche Gilbert ed Hoogerland, dopo una saettata del vallone sul Berendries (- 33 km). Ma è tardi, perchè quando i km percorsi sono 235 (27 alla fine) il vantaggio dei due titani è salito a 52″ sui 3 che inseguono e a 1’10″ sul successivo gruppo (comprendente anche Oss, Quinziato e Ballan). In cima Berendries, prima della sequenza regina Grammont-Bosberg sono 54 i secondi di ritardo per Millar,Gilbert ed Hoogerland, a 1’17″ quelli più dietro.

MURO DI GRAMMONT, SPARTACUS DEMOLISCE IL TORNADO – Sul Muro di Grammont, ai piedi del ripido finale, si decide il 94o Giro delle Fiandre. Boonen è appena passato in testa, quando alla sua sinistra, senza neppure alzarsi sui pedali, cambia marcia Cancellara. Che fa il vuoto proprio prima della Chiesetta, letteralmente togliendosi Boonen di ruota. Il fiammingo si ingobbisce, si pianta. Lo svizzerone fila via come una moto. E dopo 15 km di splendido assolo, divorando anche l’ultimo ostacolo, il Bosberg, Spartacus Cancellara si presenta tutto solo sulla retta finale di Meerbeke. Vince così il suo primo Giro delle Fiandre, che aggiunge, in bacheca, alla Sanremo (2008) e alla Roubaix (2006). Senza dimenticare i 3 titoli di campione del mondo della cronometro.

2o a Meerbeke, con un ritardo di 1’14″ è il grande battuto, Boonen. Gilbert vince su Leukemans la volata per il gradino più basso del podio (ritardo di 2’11″). Farrar regola il gruppetto poco più dietro. In un Fiandre avaro di soddisfazioni ed emozioni per gli italiani. Il migliore è stato Oss, 28mo e unico dei nostri del gruppo Farrar. 35mo a 2’48 Ballan.

ARMSTRONG PIU’ CHE SUFFICIENTE – Ha chiuso al 27mo posto il vecchio Lance, che del Fiandre 2010 non è stato un semplice spettatore in corsa. Lo abbiamo visto prima restare agganciato al gruppo dei migliori, a bagarre iniziata. E quindi affacciarsi in testa, in un tratto di pavè a 50 km dall’arrivo. Sta meglio di un anno fa, considerando lo stesso periodo. E ha onorato l’impegno. E’ stato bravo, secondo noi più che sufficiente, il vecchio Lance.