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Una partita che vale come una finale di Champions League, 90 minuti per riscattare un’intera stagione, un incontro per scongiurare un divorzio (che appare) inevitabile: ultima chiamata per il Chelsea, dopo una rimonta irresistibile all’Old Trafford i Blues puntano all’aggancio al vertice. Da -15 punti a solo tre lunghezze di ritardo in due mesi, così i campioni in carica hanno rimandato l’abdicazione. Grazie a una striscia di 10 risultati utili consecutivi la squadra di Carlo Ancelotti è risalita dal quinto al secondo posto. E ora, metabolizzata l’eliminazione dalla Champions, sogna l’impresa che potrebbe persino convincere Roman Abramovich a non licenziare Ancelotti a fine mese. Continua a leggere: PREMIER/ Sfida scudetto tra Manchester United e Chelsea
I Blues di Ancelotti reagiscono con un sinistro di Drogba poco convinto al 19′. Ben più pericoloso è Pavlyuchenko che al 25′ con un gran destro da fuori costringe Cech ad alzare in angolo. Al 30′ Terry devia provvidenzialmente in angolo un tiro ravvicinato di Bentley ma l’arbitro non concede il corner. Al 33′ Obi Mikel deve uscire per un infortunio e lascia il posto a un Ballack inizialmente in panchina come Anelka. Ma è ancora il Tottenham pericoloso al 37′ con un colpo di testa di Kaboul parato da Cech. Un minuto più tardi Malouda segna ma è bravissimo il guardalinee a pescarlo in fuorigioco.
Al 44′ gli Spurs raddoppiano meritatamente con Bale che servito da Pavlyuchenko manda al bar Paulo Ferreira con le finte e trafigge di destro Cech sul primo palo. Quasi allo scadere del primo tempo Gomes respinge un destro al volo di Lampard. Ancelotti all’inizio della ripresa toglie Joe Cole e Paulo Ferreira e manda in campo Anelka e Ivanovic, il Chelsea ha finito i cambi ma Drogba ha un problema agli adduttori e va verso la panchina dicendo che non ce la fa, l’ivoriano deve continuare e il fastidio sembra passare. Al 50′ Defoe è solo davanti a Cech ma l’estremo difensore dei Blues gli devia il destro in angolo.
Al 54′ l’arbitro ne combina un’altra non vedendo un’entrata da espulsione di Lampard e ammonisce invece Deco che non c’entra nulla. Cech al 59′ contrariamente all’occasione del raddoppio non si fa sorprendere sul primo palo e devia in angolo in destro dell’incontenibile Pavlyuchenko. Lampard la scampa ma ci pensa John Terry a lasciare in dieci il Chelsea al 67′ facendosi ammonire per due volte in tre minuti. Al 68′ Zhirkov devia un cross del Tottenham dalla destra e Cech deve alzare in angolo perché la palla si stava infilando sotto la traversa. Il portiere degli ospiti si ripete al 74′ su un pallonetto di Bentley.
Vidic ha un sussulto al 77′ provando un destro fortissimo che finisce di poco alto. All’82′ è ancora Cech a dover salvare il risultato deviando in angolo un tiro di Bale. Subito dopo Dawson devia un destro di Drogba impedendogli di riaprire la partita. All’87′ Cech non può nulla sullesterno sinistro di Bale che però finisce fuori di un mignolo. Al 92′ Lampard accorcia le distanze in spaccata su cross dalla destra di Ivanovic, poi al 94′ Pavluchenko si divora il terzo gol vanificando un contropiede tre contro uno.
Al termine di una prestazione orribile il Chelsea viene battuto per 2-1 da un ottimo Tottenham ma mantiene ugualmente la testa della Premier League quando mancano tre giornate alla fine con un solo punto di vantaggio sul Manchester United mentre gli Spurs soffiano il quarto posto, che significa Champions League, al Manchester City, battuto nel primo pomeriggio nel derby dai Red Devils.
All’Old Trafford ci si gioca una buona fetta di Premier League. Gli allenatori si nascondo ma l’importanza del big match di Manchester si vede fin dai primi minuti. Squadre chiuse e nessuna volontà di prendersi inutili rischi. Un lampo di Cole che di tacco mette dentro l’ottimo suggerimento di Malouda porta in vantaggio i Blues. Nel secondo tempo Drogba, in fuorigioco, raddoppia di potenza. L’italiano Macheda accorcia inutilmente le distanze a dieci dal termine.
Primo tempo. Drogba è in panchina - Ancelotti risparmia l’ivoriano non al massimo della forma fisica. Dalla sponda United, inutile ricordarlo, assente il vero protagonista della stagione Red Devils Rooney. Parte meglio il Chelsea, è lui in effetti a dover attaccare. Malouda si rende subito pericoloso sulla sinistra con continui inserimenti in manovra offensiva. Lo United in attacco fatica: il solo Berbatov cerca di costruire qualcosa ma l’assenza di Rooney si sente. Passano appena venti minuti e il Chelsea si porta in vantaggio. Il solito Malouda si intestardisce sulla sinistra, salta un uomo e mette in mezzo un pallone basso che Cole di tacco devia in porta. Gran gol del giocatore del Chelsea e padroni di casa sotto. Riparte all’attacco lo United: Park viene messo giù al limite dell’area ma l’arbitro lascia correre. Berbatov allo scadere perde l’attimo per concludere in area di rigore Chelsea.
Secondo tempo. Si accende il match - Due minuti di gioco e il Chelsea si mangia il gol del raddoppio: Ferreira fa tutto da solo, entra in area e al posto di concludere decide di servire un pallone irraggiungibile ad Anelka. Ancora Chelsea con Evra da fuori area ma la conclusione finisce sul fondo. Cresce lo United che per un buon quarto d’ora mantiene l’iniziativa. Al 68esimo, nel momento peggiore del Chelsea entra Didier Drogba al posto di uno spento Anelka. Nello United dentro Nani e Macheda. I Blues dopo minuti di vuoto assoluto si riportano in partita e alla prima vera occasione raddoppiano: Drogba riceve pallone dalla trequarti, in netto fuorigioco, e di potenza a tu per tu con Van der Sar porta il match sul 2-0. Chiarissima la posizione di offside dell’ivoriano. Ma non c’è neanche il tempo di festeggiare per gli uomini di Ancelotti che lo United accorcia le distanze: punizione battuta in area, azione confusa e il pallone finisce su Macheda che appoggia, forse con un braccio, il gol del 2-1. gli ultimi dieci minuti sono di battaglia vera in campo. Ci prova lo United con il solito Berbatov al 90esimo ma la conclusione al volo è debole e finisce tra le mani di Cech. Nell’ultima occasione per i Red Devils, un calcio di punizione dalla sinistra, anche Van der Sar in avanti ma non basta. All’Old Trafford il Chelsea non fallisce e si riporta in vetta alla Premier League.
Eurosport
Si tratta della gara che molto probabilmente assegnerà il titolo di campione della Premier League: Manchester United – Chelsea, Sir Alex Ferguson contro Carlo Ancelotti, è il piatto forte del weekend pasquale su SkySport. In Inghilterra si sono attrezzati per vivere al massimo dell’intensità un incontro che pochi privilegiati potranno seguire dal vivo all’Old Trafford: il canale satellitare Sky3D mette a disposizione la sua tecnologia per far sì che migliaia di tifosi possano sostenere Blues o Red Devils armati degli appositi occhialini, proprio come durante la proiezione di Avatar, il film che ha rivoluzionato la storia recente del cinema.
All’andata si imposero i blues per 1-0. Una conferma di tale risultato significherebbe il sorpasso degli uomini di Carlo Ancelotti nei confronti dei Red Devils, orfani di Wayne Rooney per almeno 2 settimane dopo l’infortunio che l’ha visto protagonista nella gara di andata dei quarti di finale di Champions League contro il Bayern Monaco.
Fermato dalla sfortuna, il capocannoniere della Premier League (26 le reti dell’inglese) rischia anche il sorpasso nelle marcature, vedendosi inseguito da Didier Drogba (a quota 24). L’ivoriano, incattivito dall’eliminazione dalla Champions per mano dell’Inter, non vorrà perdere l’occasione per effettuare un doppio sorpasso. Un doppio che vale triplo, essendo visibile in 3D
Neanche stavolta Kakà è stato convocato per la partita di campionato. Era stato lui nei giorni dopo la euroeliminazione a lamentare una non meglio precisata contrattura, una scusa secondo i più per saltare una partita – quella di Valladolid - che avrebbe cominciato dalla panchina. L’allenatore del Real Madrid Pellegrini in questo momento gli preferisce Van der Vaart. Motivo in più allora per non forzare neppure per l’anticipo di sabato contro lo Sporting Gijon. Questo ha pensato l’ex milanista quando l’altro ieri durante uno scatto ha di nuovo sentito una fitta al pube. La realtà è che in questo momento il brasiliano viene considerato un panchinaro sia per i suoi problemi fisici ricorrenti di pubalgia sia per il rendimento.
Stessa sorte sta subendo nella città rivale Ibrahimovic lasciato fuori da Guardiola dalla formazione titolare nella partita fin qui più importante della stagione europea del Barça. L’ha presa molto male lo svedese e quando è entrato lo si è visto. Leggenda vuole che galeotta fu la doppia squalifica di Guardiola e di Ibra nell’ultimo turno di campionato.
Dalla tribuna il tecnico catalano è rimasto conquistato dai movimenti nel ruolo di centravanti di Henry, reduce peraltro da un periodo opaco. E così l’allenatore blaugrana ha deciso di riconfermarlo contro lo Stoccarda. Continua a leggere: Ibra e Kakà, futuro nel Chelsea

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