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Alla fine di Empoli-Sampdoria, posticipo di B che ha visto i toscani soccombere in casa sotto i colpi dei liguri, hanno parlato due protagonisti. Entrambi a Sky Sport. Prima il tecnico degli azzurri, Alfredo Aglietti, seguito dall’esterno ex Chievo, Franco Semioli.
Ecco Aglietti: «Abbiamo fatto una gara tutta cuore e nervi, non siamo stati fortunati in alcune situazioni e poi sono arrivati il 2-0 e il 3-1. Bisogna avere la forza di rialzarsi e continuare a giocare come sappiamo. Subiamo troppi gol perché commettiamo errori ingenui e dobbiamo lavorare duramente per migliorarci. Siamo giovani e dobbiamo pagare questo scotto, ma non credo che siamo in crisi almeno per quanto fatto vedere oggi. Sono certo che continuando a giocare così i risultati arriveranno, magari già da sabato prossimo. Ci sono stati anche alcuni episodi che non ci hanno girato a favore. Su Tavano a parti invertite avrebbero dato rigore».
Così invece il blucerchiato Semioli:
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Il Palermo parte forte con il suo nuovo tecnico, Mangia, capace di fare scacco matto alla sua Inter. Ecco le parole del tecnico milanese a fine gara: «Zamparini non l’ho sentito, però così sono sicuro che almeno un’altra partita la faccio. Non so se me la immaginavo così, però posso dire che entrando al Barbera ho avuto i crampi allo stomaco. Non abbiamo mai mollato, a parte alla fine, ma era normale visto i ritmi che abbiamo tenuto. Gli appunti? Ho segnato le cose che abbiamo fatto bene, soprattutto nella prima parte, ma anche cosa non è andato. Abbiamo sofferto troppo sulle linee i movimenti di Sneijder e Forlan. Però anche in questo caso siamo stati bravi a sopperire con la corsa e il sacrificio. Sarà un aspetto che ci dovrà accompagnare da qui in avanti. È la mia vittoria? No, è la vittoria di tutti, anche di quelli che sono andati in tribuna. Palermo ha ritrovato entusiasmo, ma anche il suo capitano».
Miccoli: «Non potevo chiedere di più. Gara strepitosa e vittoria bellissima. Faccio i complimenti a tutti i miei compagni. Per me è una soddisfazione grandissima cominciare così. Dobbiamo giocare così partita dopo partita, con la stessa voglia che abbiamo avuto oggi. Mi sento il capitano del Palermo e quindi mi fa piacere giocare, ma posso dare il mio contributo anche da fuori. Mangia? Gli ho fatto i complimenti, il gruppo si è messo a sua disposizione e i risultati si sono visti».
Così gli altri protagonisti, Pinilla e Pisano:
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Viva la sincerità. Malesani è conosciuto per dire sempre quello che pensa, a costo di risultare antipatico e controcorrente. Ne è un fulgido esempio quella conferenza rilasciata in Grecia, alla guida del Panathinaikos. Alberto Malesani adesso è cambiato, si è tranquillizzato, se possibile, un po’ di più. Sa di essere su una panchina che può finalmente consacrarlo tra gli allenatori di squadre medioalte, dopo una vita passata a salvare squadre date per spacciate.
Ma è subito chiaro alla vigilia dell’esordio contro l’Atalanta: «Io non cerco di fare magie».
Così il tecnico del Genoa sugli avversari:
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Tra pochi minuti andrà in scena l’anticipo tra Juventus e Parma, nella nuova casa della Vecchia Signora. Stadio bello, ma che tale rimane. E lo ricorda Conte alla vigilia, parlando però anche della storia recente in merito ai confronti con gli emiliani: «Contro il Parma abbiamo perso le ultime tre gare, quindi occhio a prendere sottogamba l’impegno».
Ai tifosi: «Non devono pensare di andare a teatro, voglio una bolgia, con uno stadio così la nostra gente può davvero diventare il dodicesimo uomo in campo. Gli avversari, fin da questa partita, devono capire cosa voglia dire giocare qui».
Conte scalpita per «un’avventura che non può che essere diversa dalle precedenti. La panchina della Juve non è come le altre, soprattutto per me».
Conte si lamenta per le convocazioni dei Nazionali, ultimi arrivati, che avrebbero potuto lavorare con il gruppo per amalgamarsi al meglio:
Continua a leggere: JUVENTUS/ Conte ai tifosi: «Lo stadio non è un teatro: voglio una bolgia»
Luci a San Siro. Quelle accese dalla Lazio nella prima mezzora di gioco. Poi qualche ombra in fase difensiva, soprattutto a sinistra, dove Zauri non ha convinto in marcatura su Cassano. Reja però è soddisfatto nonostante il doppio vantaggio sfumato e l’aver rischiato di uscire da San Siro sconfitti, viste le molteplici occasioni per i rossoneri nella ripresa.
Così il tecnico ex Napoli: «È questa la Lazio che voglio. Ci siamo comportati esattamente come dovevamo. È stata una grande Lazio, chiaro che non è facile giocare tutta la partita così, soprattutto se di fronte c’è una squadra come il Milan. Però siamo stati bravi. Ci siamo anche scoperti un po’, Ledesma e Brocchi hanno dovuto fare un grande lavoro in fase di copertura, però sfido chiunque a trovare una formazione che viene a giocare a San Siro contro il Milan e riesce a creare 6-7 palle-gol. La condizione è ancora approssimativa e dobbiamo migliorare. Chiaro che con quel modulo spregiudicato qualcosa si deve inevitabilmente concedere, però io sono abbastanza soddisfatto. Miglioreremo sicuramente. E in ogni caso la strada è ormai tracciata, continueremo con il 4-2-3-1. Se lo abbiamo fatto a San Siro contro il Milan, non vedo perché non dovremmo continuare a farlo anche nelle altre partite».
Queste le parole di Brocchi:
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Il suo Pescara ha perso con il Modena soprattutto per una doppia espulsione rimediata da due dei suoi giocatori. L’ex tecnico della Roma si è scagliato così contro gli arbitri della cadetteria. Ecco le dichiarazioni del boemo, riportate poi da tuttosport.com: «Secondo me soprattutto in serie B ci sono direttori di gara non all’altezza, o forse inesperti. A Modena ci sono state sviste arbitrali che hanno influito sul risultato. Credo che tutti abbiano visto quello che è accaduto. Gli arbitri possono sbagliare, così come i giocatori, ma quando gli errori sono solo da una parte, il discorso cambia. Io non parto prevenuto, e non dico assolutamente questo. Giudico però i fatti e quello che succede in campo. L’anno scorso a Foggia di cose strane ne sono successi diverse. Dico da tempo che gli impegni delle varie nazionali non dovrebbero coincidere con quelli delle squadre di club. Noi come Pescara abbiamo sempre risposto con i nostri giocatori alle convocazioni, altre società probabilmente no. Per esempio Ogbonna (Torino) e Palombo (Sampdoria) non sono andati in nazionale, e questo non va bene. La Figc dovrebbe vigilare e intervenire. Le strumentalizzazioni non le ho mai fatte. Io parlo per quello che accade in campo. Mi piacerebbe solo vedere arbitri più preparati».
Queste le parole del tecnico a caldo, nell’immediato dopo gara:
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Un altro campionato sta per iniziare e il Palermo è a caccia di nuovi leader dopo le partenze di Pastore, Sirigu e Cassani. Insieme alla vecchia guardia, si candida anche il cileno Pinilla. Giocatore che è stato costretto a saltare la Copa America per colpa di un infortunio, che però ormai sembra superato:«Sto bene, sono molto contento l’infortunio è passato – spiega Pinilla a palermocalcio.it -, sono stati 30 giorni molto duri perché ci ho messo un po’ più di tempo per recuperare. Penso che da martedì tornerò in gruppo per preparare la gara contro l’Inter. L’anno scorso non sono riuscito a giocare contro i nerazzurri. Stavolta spero in un grande esordio per un inizio di campionato positivo. Per noi sarà una rivincita, perché loro ci hanno battuto in finale di Coppa Italia, per noi era un sogno. Adesso speriamo di prenderci i primi 3 punti».
Sulla situazione del Palermo e sul tecnico Mangia:




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