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INTER/ Moratti blinda Eto’o
Eto’o resta all’Inter. Nonostante gli insulti razzisti da parte di alcuni deficienti a Milano, rivolti al camerunense martedì sera, in un locale in zona Stazione Centrale. Episodio che ha rischiato di scatenare una rissa e che ha segnato l’attaccante. Che però ha subito voluto lasciare un messaggio al popolo neroazzurro: “Cari tifosi dell’Inter, come voi, sono rimasto molto sorpreso leggendo quanto riportato da alcuni quotidiani. Voglio essere chiaro, come lo sono stato in tutta la carriera e con voi, che mi avete dimostrato grande affetto e grande rispetto sin dal primo giorno a Milano. Tranquilli, ho un solo pensiero: vincere, insieme con i miei compagni, la Coppa Italia, il sesto trofeo in due stagioni, il terzo di questa stagione. Nessuna situazione extra professionale, anche se mi amareggia come uomo, può allontanarmi dall’Inter”.
Concetto ribadito dal presidente Massimo Moratti:
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L’Inter di Leonardo passa a fatica contro la Roma e ottiene quindi la possibilità di giocarsi la finale di Coppa Italia all’Olimpico contro il Palermo.
L’unico obiettivo stagionale rimasto ai neroazzurri, quindi, può ancora essere centrato. Finisce 1-1 con i giallorossi, che sommato allo 0-1 dell’andata (Stankovic) basta per affrontare i rosanero il 29 maggio a Roma. Anche se, a dire il vero, dopo la Supercoppa e il Mondiale per Club si parlerebbe di triplete. Atipico, è vero, ma pur sempre triplete.
Da registrare, oltre alla 1000esima da professionista per Javier Zanetti, il 34° centro stagionale di Eto’o. Ospiti in gol con un Marco Borriello lasciato ammuffire in panchina per tutto il girone di ritorno. Incomprensibilmente. Continua a leggere: COPPA ITALIA/ Palermo-Inter la finale di Roma
Il sogno di Firenze svanisce. In finale di Coppa Italia va l’Inter, che ritrova la vittoria ottenendo il primo obiettivo minimo di stagione, ma non del tutto la serenità. Finisce infatti con Sneijder che fa il gesto dell’ombrello ai tifosi viola, sconsolati perché il ko di stasera chiude quasi definitivamente la porta dell’ Europa alla Fiorentina che sperava in entrare in Europa League grazie a questo trofeo. Invece il 5 maggio all’Olimpico, probabilmente con la Roma, ci sarà di nuovo l’Inter. Se tutto va da pronostico anche a Udine, sarà un’altra sfida al calor bianco, nel pieno dello sprint scudetto.
Al Franchi finisce 1-0 per la squadra di Mourinho, risultato identico alla partita d’andata, grazie alla rete di Etòo arrivata al 12′ della ripresa. Ma l’Inter ringrazia anche Lucio che al 25′ del primo tempo, a portiere battuto, ha respinto una conclusione di Gilardino che poteva avere maggiore efficacia. Il pari di sabato scorso in campionato che le era costato il primato è vendicato Firenze aveva preparato la festa, credeva nell’impresa, e aveva dato il Fiorino d’oro allo sfortunato Borgonovo, ex viola colpito dalla Sla.
In campo la Fiorentina gioca con ardore, ma l’Inter è più squadra e quando i suoi sono concentrati è difficile superarla. Questa volta Chivu e Julio Cesar, disattenti sabato scorso quando finì 2-2 con conseguente sorpasso romanista in campionato, non sbagliano e le ripartenze dei viola non fanno male. Al contrario le accelerazioni dei nerazzurri sono nefaste per gli avversari. Così, con le solite invenzioni dei suoi campioni e con una difesa attenta e muscolare l’Inter passa.
Mourinho schiera Maicon sulla linea degli attaccanti assieme a Eto’o e Balotelli e dalle accelerazioni del brasiliano arrivano i primi pericoli per la Fiorentina. Su un suo traversone al 16′ De Silvestri neutralizza Eto’o. Tanto bravo in questa occasione, quanto impacciato pochi minuti dopo il terzino viola che si fa soffiare la palla da Balotelli il cui diagonale sfiora il palo.
Capita sulla testa e sui piedi di Gilardino la palla del possibile pareggio: prima Julio Cesar respinge e sulla seconda conclusione, a porta vuota, salva Lucio. L’occasione scuote i viola. La squadra di Prandelli alza il ritmo e costringe l’ Inter sulla difensiva: i nerazzurri faticano a frenare l’ ardore della Fiorentina, diretta con sagacia da Montolivo, spinta da De Silvestri e Vargas, alimentata da Marchionni e dal genio di Jovetic. E’ vero che spetta alla Fiorentina far la partita per recuperare il risultato, ma l’Inter fa veramente poco per irretire gli avversari.
Così i tiratori di Prandelli fanno esercizio di balistica, ma le bordate sono sempre ribattute dal muro dei difensori o finiscono tra le braccia di Julio Cesar. Ma la pressione, la voglia e la tenacia della Fiorentina sono da encomio. E’ altrettanto vero che quando l’ Inter esce dal guscio la retroguardia viola subisce qualche brivido. L’ Inter è tenuta in piedi dal dinamismo di Zanetti, dal sacrificio e dalle accelerazioni di Eto’o, dai guizzi di Balotelli, dalla concentrazione dei suoi difensori, sempre abili a tamponare le folate offensive viola. E soprattutto da un ritrovato Julio Cesar, che riscatta la prova incolore di sabato in campionato che molto è costata all’ Inter con quell’ uscita a vuoto che ha portato al 2-2 di Kroldrup che è costato il primato.
L’ Inter – che rientra in campo nel secondo tempo con 3′ di ritardo, provocando i fischi dello stadio e le scuse di Mourinhop – va a folate, non segue un copione e improvvisa: botta di Balotelli da 35 metri e Frey devia in angolo; al 57′ l’invenzione di Thiago Motta che pietrifica la difesa viola e manda in porta Eto’o, scattato sul filo del fuorigioco, con una botta imprendibile per il portiere avversario. Scatta il solito giro di sostituzioni, di quà e di là, cambiano le facce di alcuni protagonisti, la Fiorentina spinta dall’ orgoglio avanza a testa bassa, ma sbatte nella muraglia avversaria e il risultato non cambia. Onore alla Fiorentina che ci ha provato, ma l’ Inter era chiamata al riscatto dopo aver perso il primato in campionato. Non ha fallito. E’ tornata a vincere e ora può ancora sognare di vincere tutto: la settimana cruciale di Mourinho è cominciata bene.




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